Fornero: “Quota 100 fa spazio ai giovani? Sbagliato”

8 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Al di là di ogni personalismo, credo che quota 100 e reddito di cittadinanza risponderanno in misura abbastanza modesta e nel breve periodo alla staffetta generazionale nel mondo del lavoro.

Così l’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali sotto il governo tecnico di Mario Monti, Elsa Fornero, intervistata a l’Aria che tira su La7.

Le scelte vere sul lavoro sono quelle che guardano al medio periodo e che costruiscano gli investimenti.

In merito poi a quota 100, la Fornero, artefice della riforma che nel 2011 ha allungato l’età pensionabile, sottolinea:

Comprendo benissimo che molti lavoratori che hanno 62 anni possano desiderare di andare in pensione ma sostenere che tutti coloro che hanno questa età e 38 anni di contributi possano andare in pensione perché così si fa spazio per i giovani è un messaggio sbagliato… tutti i nostri dati mostrano che quasi sempre quando cresce il lavoro degli anziani cresce il lavoro dei giovani e quando aumenta la disoccupazione degli anziani, aumenta la disoccupazione dei giovani.

Intanto c’è chi denuncia l’esclusione dalla possibilità di fruire di quota 100 per accedere alla pensione anticipata e si tratterebbe dei professionisti dello spettacolo e dei creativi, come denuncia la Slc Cgil nazionale, attraverso la sindacalista Emanuela Bizi.

“In Italia chi fa l’attore, lo scrittore, lo sceneggiare, il musicista o il danzatore non può contare su nessuna tutela mentre svolge la sua attività, ma è considerato un lavoratore privilegiato quando vorrebbe accedere alla pensione anticipata. Non c’è alcuna possibilità per gli artisti e i creativi italiani di poter accedere alla pensione utilizzando quota 100, un provvedimento tanto decantato da questo Governo e che sembra ribadire che fare cultura in Italia non conviene.”