Forex: analisi tecnica pro euro

2 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – La domanda a cui occorrerà dare risposta da qui ai prossimi giorni è relativa al dollaro americano, e più precisamente a quanto ancora durerà questa sua debolezza generalizzata.

Venerdì l’unica valuta che ha chiuso in territorio negativo contro il dollaro americano è stato l’euro, in un momento di pausa dovuto probabilmente all’assenza della stragrande parte dei traders londinesi a causa del Royal Wedding, mentre sterlina, loonie, yen e commodity currencies hanno continuato la propria strada di rafforzamento.

Come abbiamo avuto modo di notare, settimana scorsa la Fed tramite l’adozione di una politica trasparente di comunicazione delle proprie intenzioni, ha fatto capire al mercato i piani futuri, che si possono riassumere in “manterremo i tassi di riferimento tra 0-0.25% almeno ancora per due riunioni (l’”extended period” è stato specificato questa volta), non andremo a ridurre il bilancio della Fed e reinvestiremo i flussi di pagamenti che riceveremo dai titoli nelle nostre mani e termineremo il programma di acquisto di asset a fine giugno”.

L’equivalente di dire, come abbiamo avuto modo di commentare venerdì: “Signori, il dollaro sta scendendo, perché non lo aiutiamo a scendere ancora un po’ di più? Grazie. Firmato Ben Bernanke”. E il mercato non si è lasciato pregare più di tanto. Ora, come anticipato, la questione da capire è se ormai la strada è segnata oppure qualcosa sarà in grado di interdirla.

L’unico evento che può frenare la corsa dell’EurUsd attualmente, crediamo sia la conferenza stampa che terrà il presidente Trichet dopo la comunicazione di aver mantenuto i tassi di interesse all’1.25%. Se i toni del presidente risulteranno meno hawkish a causa della recentissima salita dell’euro, allora è possibile che un piccolo rally a favore di dollaro si verifichi, fino al raggiungimento dei livelli tecnici di medio periodo, passanti intorno ad area 1.4500.

Il presidente Trichet si trova in una situazione particolare. Esattamente come il suo collega Bernanke, il numero uno della BCE ha ben presente l’effetto che alcune sue dichiarazioni potrebbero avere sull’EurUsd e vedremo se, sostanzialmente, darà la propria benedizione al raggiungimento ed eventuale superamento di 1.5100.

Una frase diretta sulla forza della moneta unica contro il greenback è l’unica cosa che può far scendere il prezzo. Tutto il resto può solo farlo salire. Questo è quanto per quanto riguarda il maggior market mover del momento, ovvero i differenziali di tasso, ma non possiamo perdere di vista la situazione macroeconomica in quanto ci giungono parecchi dati dall’America.

Le entrate personali ed i consumi personali sono cresciuti maggiormente rispetto a quanto si attendevano gli analisti, ma l’attività manifatturiera della regione di Chicago, è rallentata. I personal income sono cresciuti dello 0.5% in Marzo, meglio dello 0.4% del mese precedente, mentre le Personal spending hanno rallentato la pripria ripresa, pur rimanendo in territorio positivo a +0.6% (precedente rivisto a +0.9%). Numeri buoni, ma non abbastanza per far muovere qualcosa all’interno della Federal Reserve.

Rilasciato anche il PCE Deflator, salito dall’1.6% all’1.8%, dimostrando così che l’inflazione sta effettivamente facendo sentire i primi effetti, che ora come ora non sono sicuramente preoccupanti per l’economia a stelle e strisce rispetto a quello che staimo sentendo da questa parte dell’oceano.

Riprendiamo ad osservare i grafici, questa nuova settimana, partendo dal movimento laterale all’interno del quale l’eurodollaro sembra essere confinato dopo il raggiungimento dei massimi visti la settimana scorsa a 1.4880.

Osservando un grafico con candele orarie, si può notare la precisione della particolare configurazione assunta negli ultimi quattro giorni di scambi: il rettangolo che si è venuto a creare mostra due livelli, di supporto a resistenza, alla rottura dei quali è plausibile attendersi un movimento di accelerazione (la teoria pura vorrebbe che una figura a rettangolo di questo tipo porti ad una continuazione del trend primario, che evidentemente è di salita da alcune settimane). La resistenza si trova a 1.4880 mentre il supporto a 1.4770: 110 punti quindi di range che per il momento tengono bene e che dovrebbero essere la proiezione per trovare l’obiettivo, una volta confermata la rottura.

La tendenza del cambio UsdJpy evidenziata da settimana scorsa ha finalmente portato a termine il test del punto obiettivo posto a 81 figura. Data la precisione con cui abbiamo raggiunto il livello, immediatamente seguito da un rimbalzo di 60 punti, crediamo che l’analisi dei ritracciamenti possa continuare a risultare valida con la possibilità di raggiungimento dell’ultimo 61.8% (del movimento in salita compreso fra 76.40 e 85.50) risultante a 80 figura. Ovviamente tutto questo potrà essere possibile se il cambio non si affaccerà di nuovo oltre 82 figura, resistenza per le prossime ore.

Il calo della moneta unica ha portato ad un conseguente calo anche del cambio EurJpy, che dal picco di massimo di settimana scorsa a 121.80 ha disegnato una trendline discendente molto precisa in grado di fornire suggerimenti interessanti anche per le prossime ore.

Questa è stata infatti toccata anche la notte appena passata testimoniando come il livello dinamico, passante per le prossime ore a 120.70, sia da considerare per una ripresa del cambio nell’immediato. 120 figura è tornato invece ad essere un livello di attualità grazie al rimbalzo dei prezzi di qualche ora fa.

La configurazione assunta dal cable negli ultimi giorni è particolarmente simile a quella appena vista sull’eurodollaro. Troviamo con gran facilità due livelli in grado di fornirci due indicazioni precise. Il supporto più interessante, toccato parecchie volte negli ultimi quattro giorni, si trova a 1.6620 mentre la resistenza sul picco di massimo, osservato due volte, a 1.4750.

Osserviamo ora il cambio EurGbp, con l’indicazione principale derivante dal raggiungimento del massimo precedente a 0.8930 e successivo calo del cambio, tanto da far pensare ad un doppio massimo su un grafico di lungo. Se questo dovesse risultare confermato nelle prossime ore, magari con il superamento a ribasso di quel supporto chiave a 0.88 figura, potremmo attenderci una ripresa della sterlina che riporti la moneta unica al primo obiettivo suggerito dalle percentuali di ritracciamento di Fibonacci a 0.87 figura (38.2%).

Nonostante due picchi di volatilità la settimana scorsa possiamo notare, grazie alla quasi coincidenza delle media di lungo e breve su grafico con candele a quattro ore, come il cambio GbpJpy si trovi sostanzialmente immutato, prossimo a 135.80. Ancora una volta il superamento dell’area compresa fra i prezzi attuali e 136 figura, potrebbe portare ad un’accelerazione rialzista di una figura abbondante.

La corsa dell dollaro australiano, al pari di quella della moneta unica, ha subito un arresto. Anche in questo caso questo non sembra che una correzione temporanea prima di riprendere il cammino e per il momento, non in grado di interrompere la salita che da settimane viene portata avanti con grande costanza. Ciò che abbiamo appreso è che 1.10 figura si è rivelata una forte resistenza mentre, osservando la salita delle ultime due settimane di scambi, possiamo probabilmente trovare il livello di supporto dinamico a 1.0880, supportati anche dalla media di lungo su grafico orario.

Concludiamo con un aggiornamento sul franco svizzero che ancora una volta ha mostrato la propria forza.

Il cambio UsdChf infatti venerdì ha raggiunto un nuovo minimo storico a 0.8625, confermando l’idea di non anticipare i tempi acquistando dollari prima di qualche segnale positivo confermato. Nel breve abbiamo visto un buon recupero successivamente al un doppio minimo perfettamente coincidente, per cui 0.8625 rimane il supporto per le prossime ore.

Il cambio EurChf non riesce a levarsi dalla situazione in cui viaggia da metà aprile, ovvero un range di 200 punti abbondanti compreso fra 1.2730 e 1.2965. Siamo sempre in attesa di una rottura di questi due livelli, propendendo per una rottura a rialzo della resistenza con obiettivi successivi molto precisi (nella migliore delle ipotesi 300 pips al di sopra).

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