Fmi: potenze petrolio perderanno più di $500 miliardi

25 Aprile 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) -I ricchi paesi del golfo sono un po’ meno ricchi. Quanto, è questione di punti di vista. A molti la cifra persa per strada dai grandi stati esportatori a causa della crisi petrolifera sembrerà a dir poco spropositata.

Il crollo dei prezzi del petrolio ha fatto scendere di 390 miliardi di dollari i ricavi dei principali paesi esportatori della materia prima nel solo Medioriente incassati l’anno scorso, stando ai calcoli del Fondo Monetario Internazionale. E nel 2016 il deficit di entrate è visto salire ancora, per attestarsi a oltre 500 miliardi.

Le previsioni precedenti del Fondo in materia di mancate entrate parlavano di una perdita di fatturato dell’ordine di 360 miliardi l’anno scorso a causa della crisi del petrolio, ma poi le quotazioni del greggio sono scese ancora a fine 2015, spingendo l’istituto a rivedere al ribasso le sue stime.

Il report dell’organizzazione con sede a Washington dice che a causa del calo del petrolio i paesi esportatori del Medioriente potrebbero perdere dai 490 ai 540 miliardi di dollari quest’anno rispetto al fatturato registrato nel 2014.

Sui mercati le quotazioni del petrolio hanno perso costantemente valore da allora. Al momento valgono circa 40 ma un barile ne valeva appena $30 in gennaio, un prezzo minuscolo se confrontato con i 115 dollari toccati a giugno di due anni fa.

Anche se i prezzi hanno recuperato terreno e viaggiano al di sopra di $40, nel frattempo per risolvere i problemi di deficit i paesi del Golfo Persico hanno lanciato diverse misure, tra cui il taglio dei sussidi di energia e l’aumento delle tasse.

Mentre la crisi dei prezzi continua a erodere le attività e i margini delle aziende e dei paesi produttori di petrolio, in particolare quelli dei paesi mediorientali, i governi si ostinano a non ridurre i livelli di produzione.

Fonte: The Globe And Mail