Flash crash oro e petrolio: speculazioni senza ritegno

2 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Qualche giorno fa Wall Street Italia ha segnalato l’ennesimo abuso che si è consumato sui mercati finanziari. E che ha avuto per oggetto i prezzi del petrolio; esattamente, il crollo che si è consumato negli ultimi minuti di contrattazioni della seduta del 29 agosto.

Nel pieno delle incognite sul caso Siria – con il presidente Barack Obama che aspetta il via libera del Congresso americano (e che rischia di fare la stessa fine di David Cameron, che è stato clamorosamente sconfitto, con la Gran Bretagna che ha fatto dietrofront da un intervento militare dato per certo) – c’è qualcuno che continua a speculare sulle quotazioni del greggio.

E’ vero che questa volta una dichiarazione ufficiale c’é; ed è quella del ministro degli Esteri russo Lavrov, che dubita delle prove fornite dagli Stati Uniti sul coinvolgimento del regime di Assad nell’attacco con armi chimiche sferrato contro i civili a Damasco: “Ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di concreto e che non ci convincono. Non ci sono ne’ mappe geografiche né nomi. Inoltre ci sono molte incongruenze, restano moltissimi dubbi”, ha detto.

Ma movimenti improvvisi come flash crash provano la presenza sul mercato di “pochi eletti”, di speculatori capaci di spostare ingenti somme di denaro, creando mercati falsi, sempre più lontani dalla realtà, e mercati in cui di fatto i giochi sono già fatti, confondendo il piccolo investitore.

Nella giornata in cui Wall Street rimarrà chiusa per la festività del Labour Day, sul Nymex i contratti futures sul petrolio segnano un flash crash superiore a $3,50 prima di recuperare terreno e riprendersi dopo poco. Il contratto si attesta attorno a $106. Flash crash anche per oro, che è sceso all’apertura delle contrattazioni di più di $20 prima di riprendersi.