FISCO: SCUDO QUATER RIPRENDE SLANCIO, PARTE CONTO ALLA ROVESCIA

22 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

È partito il conto alla rovescia per lo scudo quater, che chiude il 30 aprile. La nuova fase della sanatoria ricalca quella che si è chiusa a dicembre 2009 ma si differenzia per l’aliquota che era del 6% fino al 28 febbraio e resta del 7% fino al 30 aprile.

Rispetto allo scudo ter la nuova fase sembra procedere con una velocità di crociera decisamente più lenta. Anche se nell’ultima settimana, complici forse le liste Hsbc, il telefono degli operatori squilla più di frequente.

Un primo bilancio della seconda sanatoria si assesta tra il 7 e il 10% di quanto realizzato a dicembre (anche se stime differenti parlano della possibilità di arrivare al 20-30%) e tocca più immobili che a dicembre. Anche perché la normativa sul contratto di amministrazione fiduciaria di immobili è arrivata quasi in chiusura di scudo.

Ancora una volta i rientri provengono soprattutto dalla Svizzera ma per gli immobili riguardano anche paesi diversi. «Se a dicembre lo slogan era avanti tutta, sia per i tempi stretti sia per il vantaggio fiscale – ricorda Ferruccio Ferri, a capo della fiduciaria di Ubs – ora è avanti piano. In gran parte si tratta di operazioni in coda a quelle fatte con il primo scudo e nel 90% dei casi riguarda ancora una volta asset finanziari».

Maurizio Zancanaro, dg di Banca Aletti, rispetto ai 2 milioni di dicembre (2,4 milioni quelli di tutto il gruppo Banco Popolare), questa volta pensa di chiudere intorno all’8% di dicembre. «Però siamo soddisfatti – spiega – perché è tutta clientela nuova».

«Alla fine avremo circa il 10-15% di operazioni rispetto allo scudo ter – gli fa eco Marco Cascino, a capo di Cordusio Fiduciaria, pari a circa il 10% per masse gestite. Nello scudo quater le operazioni sono mediamente più piccole (circa 300 mila euro ciascuna), contro la media di 600-700 mila euro dell’edizione precedente, e si tratta soprattutto di partecipazioni, più che di liquidità e titoli. Nella precedente edizione, con i nostri 4,5 miliardi avevamo una quota di mercato di circa il 5%, che, considerando solo i rimpatri fisici, saliva al 10%. Ora sono soprattutto partecipazioni, poco più del 50% sono rimpatri fisici, circa il 40% sono rimpatri giuridici e gli immobili rappresentano il 20% del totale».

Sulle stime è dello stesso avviso Andrea Ragaini, ad di Banca Cesare Ponti (230 milioni di euro con lo scudo ter). «In questi ultimi giorni stiamo riscontrando un’accelerazione dell’interesse. Nel nostro caso l’operazione ha riguardato nel 40% dei casi la regolarizzazione giuridica di immobili, mentre un altro 60% titoli e liquidità».

Domanda elevata di operazioni nell’ultima settimana anche in casa Azimut che conta di chiudere le due sanatorie a quota 1,3 miliardi, di cui solo un miliardo arrivati con lo scudo ter. Da gennaio a ieri, una buona parte di operazioni hanno riguardato immobili, in prevalenza situati in Svizzera e Francia e partecipazioni societarie, anche se il grosso è fatto da liquidità.

«La spinta degli ultimi giorni – aggiunge Eugenio Periti, a capo del private di Mps – è frutto del solito atteggiamento dei molti di arrivare all’ultimo minuto. Non credo ci sia correlazione con le liste Hsbc. Contiamo di chiudere tra i 150 e i 200 milioni, meno del 10% dei 2,2 miliardi realizzati a dicembre».

Fino a ieri Bnl-Bnp Paribas Private Banking aveva realizzato operazioni per oltre 100 milioni, che si sommano agli oltre 2 miliardi raccolti nella prima fase). Di questi 100 milioni, la componente immobiliare rappresenta il 10%.

Lo scudo fiscale per Banca Intermobiliare ha portato una raccolta pari a un miliardo e la proroga ha consentito un’extra raccolta di circa 100 milioni. In Banca Fideuram, come per lo scudo ter chiuso a quota 3,5 miliardi, anche nel quarto, la maggior parte delle operazioni riguardano liquidità. E anche per Giorgio Girelli, ad di Banca Generali che con lo scudo ter ha portato a casa poco più di 2 miliardi di euro, il bilancio dello scudo 4 sarà sotto il 10%. «Il discorso delle liste non è casuale: questa è veramente l’ultimissima possibilità per mettersi in regola».

Il risultato dei big

7-10%
Le previsioni

Le stime sullo scudo quater sono molto differenziate. Si va da quelle prudenti che parlano di emersioni pari al 7-10% di quanto realizzato con lo scudo ter, a quelle più ottimistiche che sono arrivate al 20-30 per cento. A livelli più elevati erano le previsioni arrivate dal ministero

3,5 miliardi
Lo scudo ter per Fideuram
Come per lo scudo ter, chiuso 3,5 miliardi, anche nel quarto per Banca Fideuram la maggior parte delle operazioni riguardano liquidità

6 miliardi
In Unione Fiduciaria
La società conta di chiudere grazie alla proroga con un altro 20% di capitali regolarizzati

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