Fisco: maxi ingorgo a fine novembre ma potrebbe arrivare mini-proroga

29 Novembre 2021, di Alessandra Caparello

Un maxi ingorgo fiscale è quello che attende i contribuenti a fine novembre con ben 62 adempimenti in scadenza. Tutto questo per effetto della lunga sequenza di rinvii dettata dai decreti approvati dal Governo nel 2020 e 2021 per far fronte alla crisi economica dettata dal Covid. La conseguenza è che tra il 29 e il 30 novembre si sono concentrate tutta una serie di imposte e tasse da pagare.

Così come afferma la Cgia di Mestre, oggi e domani, 29 e 30 novembre, sono due giorni da “incubo” per gli imprenditori italiani che saranno chiamati a onorare la scadenza fiscale più onerosa dell’anno. Tra il pagamento degli acconti Ires, Irap Irpef e dell’imposta sostitutiva in capo alle attività in regime forfettario, l’Ufficio studi della CGIA stima che le imprese saranno chiamate a versare all’Erario 27 miliardi di euro. Entro martedì, in buona sostanza, lo Stato incasserà un importo che sfiora la dimensione economica che caratterizzerà la prossima manovra di bilancio che, ricordiamo, ammonta a circa 30 miliardi. Gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi, inoltre, dovranno pagare i propri contribuiti previdenziali all’Inps. A fronte di questa situazione non mancheranno casi in cui sarà difficile onorare questa scadenza come ricorda l’associazione degli artigiani di Mestre secondo cui purtroppo, la mancanza di liquidità sta tornando ad essere un problema assillante, soprattutto per tantissime piccole e micro imprese.

Fisco: chi non paga entro martedì, cosa succede?

Come ricorda la Cgia di Mestre, se qualcuno non rispetta la scadenza di pagamento prevista per martedì 30 novembre, cosa gli accade ? L’ordinamento tributario, ricorda l’Ufficio studi della CGIA, impone al contribuente una sanzione dell’1 per cento dell’importo da versare al fisco per ogni giorno di ritardo entro il 15° dalla scadenza. La percentuale sale al 15 per cento se il pagamento viene effettuato entro il 90° giorno dalla scadenza. Per omesso pagamento o per versamento effettuato dopo 90 giorni dal termine previsto per legge, la sanzione sale al 30 per cento dell’importo da versare all’erario. Indipendentemente dal ritardo, sono altresì dovuti gli interessi legali pari allo 0,01 per cento dell’importo da pagare.
Va ricordato che le sanzioni possono essere fortemente ridimensionate usufruendo dell’istituto del “ravvedimento operoso”, a condizione che si versi sia l’importo omesso che la sanzione (opportunamente ridotta) e gli interessi. Le riduzioni, ovviamente, diminuiscono con il passare del tempo di pagamento.

Ma non solo alla fine di novembre, visto che anche dicembre sarà un mese molto impegnativo Anche dicembre sarà un mese particolarmente impegnativo sul fronte fiscale per tanti imprenditori. Entro il 16 dicembre, infatti, le aziende dovranno versare i contributi previdenziali e assistenziali e le ritenute Irpef dei propri dipendenti e collaboratori. Dovranno, inoltre, pagare l’acconto dell’imposta sostitutiva sui redditi da rivalutazione del Tfr, il saldo dell’Imu su capannoni, uffici, negozi e l’Iva del mese di novembre, sempreché si tratti di contribuenti mensili. Infine, entro Natale dovranno liquidare anche le tredicesime ai propri dipendenti. Insomma, non è da escludere che molti piccoli imprenditori a corto di denaro si troveranno in seria difficoltà a rispettare tutte queste scadenze così ravvicinate.

Possibile mini proroga in arrivo per cartelle

Tra le tante scadenze, il 30 novembre è il termine ultimo sia per la Rottamazione-ter che per il “saldo e stralcio”.  Così considerando questa situazione, quasi tutte le forze di maggioranza hanno chiesto al governo di diluire in modo particolare i pagamenti delle cartelle esattoriali e la risposta del Governo è arrivata solo nelle ultime ore ma ancora non vi è nulla di definitivo. In particolare si prevede al massimo una mini-proroga. Così, salvo cambi di rotta delle ultime ore e della riunione di maggioranza in calendario lunedì 29, il governo potrebbe prorogare al 9 dicembre la rottamazione-ter delle cartelle e il saldo e stralcio e considerati i 5 giorni di ‘tolleranza’, la proroga (senza sanzioni o decadenza) arriverebbe al 14 dicembre.

A confermare questa ipotesi come riporta anche Repubblica è stata la sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Cecilia Guerra, spiegando che in questo modo “si riesce a ottenere il versamento entro l’anno e quindi è dentro le risorse del 2021 e non deve essere coperto”. A questo si aggiunge “uno spostamento anche dei termini per poter pagare le cartelle che sono state mandate fra settembre e dicembre. Vedremo dove arrivare, sempre in relazione ai problemi di copertura”.

Si ricorda che l’articolo 3 del Decreto Legge n. 119/2018 ha introdotto la Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione (cosiddetta “Rottamazione-ter”), in favore di tutti coloro che hanno uno o più debiti con Agenzia delle entrate-Riscossione. Nel novero degli strumenti a disposizione dei contribuenti per fare pace con il Fisco, occorre menzionare anche lo stralcio dei debiti fino a 5mila euro. Nel dettaglio sono annullati i debiti, risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, che, alla data di entrata in vigore del “Decreto Sostegni”, hanno importo residuo fino a 5 mila euro (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni).