Finché i debiti aumentano, l’oro continuerà a salire di prezzo

14 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Quando si parla di Oro vale tutto e il contrario di tutto. Ho sentito e letto previsioni davvero estreme negli ultimi anni, sull’andamento del prezzo del metallo giallo e sui target stellari o da oltretomba da raggiungere entro tre/sei mesi.

Ma le previsioni estreme sono state tutte puntualmente smentite dai fatti.

L’Oro ha avuto un andamento regolarmente rialzista per molto tempo ma, per averne un’idea, basti pensare che dall’inizio del 2001, in dieci anni il suo valore è aumentato di oltre il 750%, da 250 $ a poco più di 1900 S per oncia. Stratosferico! Eppure certi analisti non si accontentano mai e così, durante l’estate del 2011 volevano stupire dando target di breve e di medio tra i 2500$ e i 5000$.

Il grafico aveva assunto già un aspetto “parabolico” e la salita verticale di quelle settimane faceva pensare che bisognava prestare attenzione, che vi erano grandi probabilità che i grandi speculatori prendessero profitto. Eppure… eppure i target galattici imperversavano. L’esperienza mi ha insegnato che quando una commodity come il Gold finisce in pima pagina sui giornaloni che trattano temi economico-finanziari o ancora peggio nei titoli dei TG generalisti, allora davvero la festa sta per finire; e così è stato, immancabilmente, anche in quella occasione.

E’ una questione di focus, di attenzione del mercato ad un tema; dalle macerie del credit crunch del 2008, l’Oro era uscito vincitore assumendo il naturale ruolo di bene rifugio valendo la correlazione stretta che lo aveva sempre tenuto legato all’aumento costante del debito pubblico degli Stati Uniti. Poi, all’improvviso, qualcosa è cambiato e nonostante il debito Usa abbia continuato la sua espansione, da settembre 2011 la musica è stata un’altra.

Le condizioni per la ripresa della salita dei prezzi dell’Oro in realtà non sono mai venute meno neanche negli ultimi due anni in cui il prezzo è sceso del 30%; Il debito pubblico dei paesi sviluppati anzi aumenta, il dollaro potrebbe lentamente perdere il suo ruolo di valuta di riserva internazionale, i giganti asiatici Cina ed India hanno proseguito e continuano ancora ad accumulare Oro fisico, gli Usa iniettano sul mercato decine di miliardi di dollari mensilmente e lo stesso hanno fanno il Regno Unito e il Giappone.

Perfino l’Europa, attraverso la manovra artificiosa denominata LTRO lo ha fatto, eppure il prezzo dell’Oro scende, o quantomeno non risale, almeno per ora. L’unico elemento che viene portato a giustificazione di questa strana fase è che l’inflazione è molto bassa, in alcuni casi assente.

Proprio questa mattina presto, mi è capitato di leggere un report in cui l’analista di turno “urla” che l’Oro è settato per il più grande ribasso della sua storia; siamo alle solite, dopo i target stellari del 2011 , leggo target da oltretomba oggi, due anni dopo.

Mi ha ispirato lui questo pezzo anche perché ho pensato che sono tanti gli investitori che possiedono Oro, sotto ogni forma, dal fisico ai certificati, acquistato quasi sui massimi assoluti, con la prospettiva di fare l’affare del secolo. Qui non urliamo, credo che la cosa migliore sia analizzare le cose freddamente, in maniera distaccata. Come sempre, in borsa, è una questione di timing.

L’autore dell’articolo, Giancarlo Dall’Aglio è un noto trader della Borsa milanese, punto di riferimento per chi fa trading sulle piattaforme di materie prime.

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