Fincantieri, la rabbia degli operai non si placa. Proteste a Genova

26 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – A Genova continuano le proteste dei lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, nonostante la parziale retromarcia dell’azienda che ieri sera si è detta disponibile a sottoscrivere l’accordo di programma per il ribaltamento a mare del cantiere e ad aprire una trattativa con le organizzazioni sindacali sul piano industriale che prevede la chiusura della storica fabbrica genovese.

“E’ assolutamente insufficiente -dichiara a TM News Bruno Manganaro, segretario della Fiom di Genova- Noi chiediamo al Governo e non più all’azienda di ritirare quel piano industriale. In questo momento, infatti -sottolinea Manganaro- l’azienda è inaffidabile perché ha fatto più volte un passo avanti e un passo indietro. Non credo -prosegue il segretario genovese della Fiom- che sia più credibile la parola del suo amministratore delegato: ci vogliono degli atti concreti che può fare solo la proprietà cioè il Governo e degli atti formali per convincerci che c’è veramente una situazione nuova. Siamo tutti in attesa e non smobilitiamo assolutamente”, afferma Manganaro.

Oggi, intanto, nello stabilimento di Sestri Ponente è stato proclamato uno sciopero di due ore “perché -spiega il segretario della Fiom- i lavoratori avevano attaccato i loro striscioni ai cancelli della fabbrica ma le guardie, probabilmente su indicazione dei dirigenti, li hanno rimossi. L’azienda -aggiunge Manganaro- sembra non voler mai perdere occasione di creare tensione”. A

nche domani proseguirà la mobilitazione degli operai del cantiere genovese, con altre due ore di sciopero e una manifestazione per le strade del quartiere a cui parteciperanno anche i commercianti e i residenti della zona.

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E’ la giornata della rabbia per gli operai di Fincantieri dopo l’annuncio del gruppo di ieri di un drastico piano di tagli e ridimensionamenti. Due operai sono rimasti feriti a Genova nei tafferugli con le forze dell’ordine durante la manifestazione di protesta di questa mattina. Corteo e manifestazione anche ad Ancona e a Riva Trigoso, mentre a Castellammare di Stabia sono stati devastati gli uffici del municipio. Il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha convocato, per venerdì 3 giugno, i vertici di Fincantieri e i sindacati nazionali per fare il punto sul piano di riorganizzazione industriale. Pd-Udc: governo si muova subito.

UE IN CAMPO PER FRONTEGGIARE EMERGENZA – La Commissione europea si mobilita per la crisi di Fincantieri. Il vicepresidente dell’esecutivo comunitario, Antonio Tajani, ha assicurato oggi che sarà fatto tutto il necessario per mette in campo gli strumenti di cui l’Europa dispone, in primo luogo il Fondo europeo di aggiustamento per la globalizzazione. Da questo Fondo potrebbero venire aiuti per alcune decine di milioni di euro per fronteggiare l’emergenza occupazione.

ROMANI CONVOCA AZIENDA-SINDACATI 3 GIUGNO – Il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha convocato, per venerdì 3 giugno, i vertici di Fincantieri e i sindacati nazionali per fare il punto sul piano di riorganizzazione industriale reso noto dalla società. Lo riferisce una nota del Ministero.

Un folto gruppo di Castellammare di Stabia ha bloccato la Statale Sorrentina, in provincia di Napoli, all’incrocio del bivio di Pozzano. La manifestazione rientra nelle iniziative decise dopo l’annuncio del piano industriale che prevede la chiusura dello storico stabilimento stabiese. Su alcune serrande abbassate di negozi della citta’ sono apparse locandine di solidarieta’ con gli operai

Intanto un presidio di circa un centinaio di operai e’ in corso all’interno dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia (Napoli). Un’altra decina di lavoratori si trova invece all’interno del Municipio dove la scorsa notte ci sono stati momenti di forte tensione a causa delle proteste degli operai contro il piano aziendale che prevede la chiusura dello stabilimento stabiese. Un centinaio di lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia e di lavoratori dell’indotto ha trascorso la notte nel Municipio della citta’ che e’ occupato dalla tarda serata di ieri dalle maestranze dopo che, in un incontro avvenuto a Roma nella sede di Confindustria, era stata diffusa la notizia che l’impianto stabiese e’ destinato alla chiusura. Gli operai preannunciano per oggi una giornata di durissime proteste. La rabbia e la tensione che nelle prime ore della nottata erano altissime si sono andate stemperando con il trascorrere delle ore anche per l’intervento del sindaco Luigi Bobbio, del vicesindaco Giuseppe Cannavale, del comandante dei vigili urbani, dei capigruppo dei partiti e di alcuni consiglieri comunali che sono rimasti a lungo asserragliati negli uffici.

PD-IDV SENATO, ROMANI SUBITO IN AULA – La situazione della Fincantieri, non solo a Castellammare di Stabia, è grave e il governo deve venire a riferire subito in Aula perché l’incontro previsto per il 3 giugno tra governo e sindacati è tardivo, visti gli incidenti di oggi. Questa in sintesi la posizione assunta dal Pd e dall’Idv al Senato dopo un incontro del capogruppo dipietrista Felice Belisario e del vice capogruppo del Pd, Luigi Zanda, insieme ai responsabili economici del Pd, Stefano Fassina e dell’ Idv, Maurizio Zipponi con esponenti della Fincantieri di Castellammare di Stabia accompagnati dal segretario cittadino del Pd, Nicola Cuomo, e dal capogruppo al Comune, Toni Pannullo, che hanno chiesto un appoggio alla loro mobilitazione in favore del mantenimento del posto di lavoro. Già domani mattina nell’Aula del Senato Pd e Idv intendono affrontare la crisi della Fincantieri su tutto il territorio nazionale e chiederanno al ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, di riferire al più presto visto “lo stato di tensione e preoccupazione dei lavoratori”. I due partiti dell’opposizione chiedono, in sostanza, che l’esecutivo si pronunci in modo chiaro contro l’ipotesi di chiusura dei cantieri e contro i tagli all’occupazione.

DEVASTATO MUNICIPIO CASTELLAMMARE STABIA – E’ uno scenario di devastazione quello che si presenta nel Municipio di Castellammare di Stabia (Napoli) dove la scorsa notte è esplosa la protesta. I simboli dell’Unità d’Italia, come i busti in marmo di Garibaldi e Vittorio Emanuele, custoditi a Palazzo Farnese sono finiti in pezzi. Si sono salvati solo il Crocifisso e il quadro del Presidente Napolitano. Ridotte in pezzi le scale di marmo, sfasciate e gettate negli angoli dei corridoi le sedie antiche, distrutti arredi storici e scrivanie, computer e fotocopiatrici. I fascicoli dei documenti del Consiglio comunale sono stati lanciati nell’androne del Palazzo e nella piazza antistante il Municipio mentre i banchi dell’aula consiliare sono stati divelti. Al Comune si procede alla stima dei danni. Sui muri campeggiano scritte contro il sindaco: ‘Bobbio fascista infame’, ‘Antifa, Castellammare libera, Stabiesi mai arresi’. E ancora ‘Bobbio devi morire’. Il primo cittadino sta incontrando il presidente della Regione, Stefano Caldoro mentre la Prefettura gli ha assegnato una scorta per proteggerlo da eventuali aggressioni. Antonio Sicignano, consigliere comunale che ieri ha accompagnato i lavoratori per la trasferta a Roma, ha affermato: “Spero che a breve vengano individuati i responsabili di tutto questo. Vanno condannati e isolati. Posso affermare che non si tratta di operai”.

CORTEO A GENOVA: ‘NON CHIUDERETE IL CANTIERE’ – ”Non chiuderete il cantiere”. E’ lo striscione che apre il corteo dei lavoratori Fincantieri di Sestri Ponente, che manifestano contro il piano industriale presentato ieri dall’azienda ai sindacati, nel quale si prevede tra l’altro la chiusura dello storico cantiere navale di Genova. Al corteo, appena partito da Sestri Ponente per raggiungere gli uffici della prefettura nel centro di Genova, partecipano circa 500 lavoratori. Presenti anche le delegazioni sindacali delle altre fabbriche del capoluogo ligure. In segno di solidarieta’ anche il consiglio regionale della Liguria, che si riunira’ tra poco, dovrebbe essere sospeso per consentire ai consiglieri di unirsi alla manifestazione.

Anche i lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso manifestano, questa mattina, contro il piano industriale presentato dall’azienda, che in Liguria prevede la chiusura di Sestri Ponente e, appunto, il ridimensionamento delle attivita’ nel cantiere di Riva. Dopo un’accesa assemblea, circa 800 dipendenti hanno lasciato la fabbrica e si stanno dirigendo in corteo verso il centro di Sestri Levante. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, marcia in testa alla manifestazione dei lavoratori Fincantieri di Sestri Ponente con la fascia tricolore. Il corteo ha da poco superato il ponte di Cornigliano e si sta dirigendo verso la Sopraelevata. Notevoli i disagi al traffico.

TENSIONI A GENOVA, TAFFERUGLI DAVANTI PREFETTURA – Tensioni davanti alla prefettura di Genova, tra i lavoratori Fincantieri e le forze dell’ordine. Dal corteo è partito un fitto lancio di pietre, bottiglie di plastica e fumogeni contro il palazzo del governo, presieduto dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa che hanno impedito ai manifestanti di sfondare il portone della prefettura. I manifestanti scandiscono slogan e insulti contro Giuseppe Bono, amministratore delegato dell’azienda, e hanno esposto uno striscione contro Bono e il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. All’interno del palazzo della prefettura ha da poco fatto ingresso il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, accompagnato dal presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone e da alcuni assessori regionali. La delegazione sta incontrando il prefetto di Genova, Francesco Musolino, a cui intende chiedere un incontro urgente con il governo. Due operai Fincantieri sono rimasti feriti nei tafferugli con le forze dell’ordine, uno in modo più grave alla testa. E’ un giovane dipendente della Fincantieri che si è procurato una ferita alla testa e attende ora le medicazioni in piazza, assistito dai colleghi. “Abbiamo ricevuto l’attenzione dello Stato”, è il commento ironico di un suo collega. L’altro operaio ferito ha avuto una contusione, anche lui alla testa.