Finanziamento ai partiti: i pirati italiani contrari “per Statuto”

di Redazione Wall Street Italia
11 Aprile 2012 10:03

Roma – Il Partito Pirata, all’arrembaggio dei comuni alle prossime elezioni del 6-7 maggio, si batte da sempre per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, tanto da farne uno dei principali punti programmatici inseriti nello Statuto”.

Lo ricorda il portavoce del movimento, Marco Manuel Marsili, a proposito delle vicende giudiziarie che riguardano gli ex tesorieri di Margherita e Lega Nord e i rispettivi partiti.

“Adesso tutti si affannano a chiedere la revisione del rimborso elettorale per non pagare dazio alle imminenti amministrative, ma finira’ tutto in una bolla di sapone, come la riduzione del parlamentari ed altre boutade utili solo a calmare temporaneamente il vento dell’antipolitica” afferma il leader dei pirati.

“Diversamente dagli altri, il Partito Pirata, sin dalla sua fondazione, ha inserito nel proprio Statuto l’abolizione del finanziamento pubblico, cosi’ come non chiede alcuna quota di iscrizione ai propri associati, in quanto i pirati intendono la politica come esercizio civico a servizio del Paese, e non come un modo per arricchirsi alle spalle dei cittadini-contribuenti” sottolinea Marsili.

“Siamo ‘geneticamente’ diversi dagli altri partiti, e chiediamo agli italiani di darci fiducia a partire dalle amministrative del 6/7 maggio”, aggiunge il portavoce dei pirati.

Il primo punto del programma del partito, che prende il nome dalle omonime formazioni tedesche e svedesi “nate dal basso” e che si servono di Internet e nuovi media non solo per campagne elettorali ma anche per prendere decisioni politiche, riguarda l’abolizione dell’Imu.

“Una tassa ingiusta e iniqua”, come viene definita da Marsili. “Nei comuni amministrati da noi – precisa – convocheremo i cittadini una volta l’anno per chiedere loro come spendere l’avanzo di cassa. Perche’ un avanzo di cassa deve rimanere”. Niente sperpero di denaro pubblico, quindi. Insieme a qualche tematica anti-casta, visto che “Le ingenti risorse che vanno ai partiti non bastano mai e la corruzione diminuisce la qualita’ della vita dei cittadini”.