FINANZIAMENTI DOT-COM: DALLE IPO AL PRIVATO

18 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Centinaia di startup dell’Internet stanno cercando alternative alle Ipo, finora considerate il sistema piu’ veloce ed efficace per raccogliere fondi.

Le possibilita’ legate alle offerte iniziali hanno perso interesse dopo la volatilita’ delle settimane scorse e gli investitori sembravano comunque stanchi delle dot-com senza profitti.

I banchieri d’investimento hanno quindi visto diminuire la propria attivita’ di collocamento pubblico e aumentare quello privato, quello cioe’ indirizzato a investitori istituzionali o a capitalisti di ventura.

“Il nostro business di collocamento privato e’ esploso”, ha confermato Mark Shafir di Thomas Weisel.

E non sono solo le start up a scegliere la via privata.
Anche le societa’ recentemente collocatesi in borsa e gia’ a corto di fondi, stanno cambiando strategia per la raccolta di finanziamenti.

“Ogni societa’ che abbiamo aiutato ad immatricolarsi”, spiega Giles McNamee di Chase Manhattan, “sta cercando del capitale privato”.
E in molti casi non e’ una scelta; queste Ipo sono conosciute dagli operatori come ‘orfane’ poiche’ sono state abbandonate dal mercato e lasciate a se stesse.

Gli investitori e i venture capitalist, poi, presentano ancora abbastanza liquidita’ e sono intenzionati ad incanalarla in quelle societa’ la cui valutazione e’ ora l’80% in meno dei livelli massimi.

TCV, ad esempio, ha appena deciso di investire $27 milioni in eLoyalty, la societa’ di consulenza online che a pochi mesi dall’Ipo veniva trattata al 71% in meno del prezzo iniziale.

Non tutte le ‘orfane’, sono pero’ attraenti per gli investitori, nemmemno a prezzi stracciati.
Peapod e’ stata salvata dall’offerta del gigante alimentare olandese Royal Ahold, ma drkoop.com e FTD.com stanno ancora cercando finanziamenti.

“Ci sono parecchie societa’ ancora incerte sull’ammontare di finanziamenti necessari a creare un flusso di cassa positivo”, commenta Cristina Morgan di Chase. “Ecco perche’ dovrebbero considerare i collocamenti privati”.

Nel frattempo gli investitori privati stanno cercando di preparare ‘strategie d’uscita’ per potersi disfare a breve delle partecipazioni.

Poiche’ le Ipo non sono un’alternativa accettabile, gli operatori prevedono un aumento nelle fusioni e acquisizioni. L’assembramento delle startup in entita’ piu’ sostanziali potrebbe infatti essere piu’ appetibile per gli investitori.