Finanza: metà sono donne, ma relegate ai piani bassi

8 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Nonostante i passi in avanti, resta ancora elevato il gap tra uomini e donne nel settore della finanza. Secondo uno studio condotto da Mercer, oggi le donne nel settore dei servizi finanziari rappresentano il 46% degli addetti.

Questa crescita, tuttavia, si è concentrata ai livelli più bassi della gerarchia aziendale: le donne costituiscono infatti solo il 15% dell’alta dirigenza nella finanza, e la percentuale scende ulteriormente a livello di CEO, poiché appena il 4% delle società di servizi finanziari è a guida femminile.

“Il divario tra i livelli più bassi e i ranghi più elevati nella finanza è estremamente marcato. Questo divario di genere si ripercuote negativamente non solo sulle donne stesse, che non riescono a farsi strada nel settore, ma anche sulle imprese per cui lavorano, che perdono una quota qualificata e diversificata di dipendenti. Numerosi studi hanno dimostrato che le donne hanno un diverso approccio ai rischi e li gestiscono in maniera differente rispetto agli uomini ma ottengono analoghi rendimenti corretti per il rischio. Per le società di servizi finanziari, un settore nel quale si punta a rischi di portafoglio differenziati e non correlati, il venir meno di questa quota femminile che apporta diversità in termini di idee prodotte e formulazione delle strategie rappresenta una perdita tangibile”  ha commentato Erin Browne è managing director e gestore di PIMCO, in uno degli interventi scritti dalle manager della società, pubblicati sul sito della società di investimenti, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

PIMCO, da sempre attenta alla parità di genere, ha avviato una serie di partnership strategiche per attrarre, valorizzare e sostenere i talenti femminili. Una di queste è Girls Who Invest, organizzazione no profit che punta a incrementare il numero di donne presenti nel settore finanziario fornendo programmi intensivi di formazione e opportunità di networking e mentoring.