Finanza 2019: cos’è accaduto e andamento Borsa 2020

20 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia

A una decina di giorni dalla fine dell’anno è tempo di iniziare un primo bilancio per i mercati in questo 2019, volgendo già lo sguardo agli appuntamenti più importanti del 2020, che è ormai alle porte.
Osservando le performance dei maggiori indici azionari globali da inizio anno è difficile non notare il netto recupero rispetto a fine 2018, nonostante le persistenti tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina che, nel corso dell’anno, hanno portato a nuovi inasprimenti delle barriere commerciali.

Nel frattempo, il pericolo di una recessione negli Stati Uniti, almeno per quest’anno, è stata scongiurata anche grazie al nuovo corso espansivo della politica monetaria della Federal Reserve (uno degli elementi decisivi, probabilmente, per il recupero di Wall Street). Da inizio anno al 20 dicembre, va poi sottolineato come Piazza Affari si sia scatenata anche più di Wall Street e della media globale. Ecco i principali risultati dei listini in questo 2019:

  • Ftse Mib: +30,44%
  • S&P 500: +27,86%
  • Msci World All Country: +23,12%
  • Nikkei 225: +19,00%
  • Ftse 100: +12,69%
  • Hang Seng: 7,84%

Le performance a doppia cifra messe a segno da quasi tutti i mercati globali più importanti si è affiancata, però, a quello che sarà quasi sicuramente l’anno caratterizzato dal minor tasso di crescita globale dai tempi della grande crisi: +3,2%.
Il Fondo monetario internazionale attribuisce questo rallentamento alle “crescenti barriere commerciali e alle relative incertezze sul sentiment e l’attività delle imprese a livello globale”, ma anche alle debolezze specifiche di grandi economie come “ Brasile, India, Messico e Russia”.
E ancora, “hanno completato il difficile quadro le condizioni finanziarie più rigide (Argentina), alle tensioni geopolitiche (Iran) e ai disordini sociali (Venezuela, Libia, Yemen)”.

Cosa aspettarsi nel 2020

Diversi analisti da BlackRock a Ubs hanno suggerito che nel prossimo anno, dopo il recupero di Wall Street su nuovi massimi storici, difficilmente si potranno prevedere analoghe performance a doppia cifra. In termini di crescita economica globale, però, il Fmi prevede una lieve accelerazione al 3,5.

Numerosi gli eventi-chiave che potrebbero influenzare l’andamento dei mercati nei prossimi mesi, eccone alcuni fra i più importanti.

  • Il processo per Impeachment a Donald Trump (da gennai0)
  • La finalizzazione della Brexit (31 gennaio)
  • Le tempistiche sul nuovo trattato commerciale Ue-Regno Unito (31 dicembre 2020, salvo proroghe)
  • Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti (3 novembre 2020)
  • I nuovi step del confronto fra Usa e Cina sul commercio
  • A livello italiano, invece, sarà da osservare l’eventuale tenuta della fragile alleanza Pd-M5s

Secondo David Giroux, Cio Equity and Multi-Asset presso T. Rowe Price, i mercati starebbero sottovalutando soprattutto le possibili implicazioni delle elezioni presidenziali americane.

“Parte del contesto politico per le elezioni del 2020 è costituito dal dibattito su un potenziale aumento della disuguaglianza di reddito che ha accompagnato le riforme di libero mercato degli ultimi 40 anni”, scrive Giroux, “l’appeal politico dei candidati che promuovono regolamentazioni più stringenti e una redistribuzione di reddito e benessere rappresentano un rischio più immediato per i mercati. Esiste la possibilità che un simile candidato possa vincere la nomination dei Democratici”.

Stando agli ultimi sondaggi, nella media elaborata da Real Clear Politics, l’ex vicepresidente Joe Biden è ancora in testa con 8,5 punti di vantaggio sul secondo candidato per le primarie dei Dem, Bernie Sanders, a sua volta in vantaggio di 4 punti circa su Elizabeth Warren.

Per quanto riguarda la Brexit resta ancora da capire se, come annunciato dal premier britannico Boris Johnson, le tempistiche per l’accordo commerciale fra Regno Unito e Unione Europea saranno limitate al 31 dicembre 2020.
Si tratterebbe, in questo caso, di un tempo strettissimo per negoziati di questo tipo, la cui durata solitamente si protrae per anni. Anche se gli accordi post-Brexit – come la relazione commerciale tra Regno Unito e Unione Europea – potrebbero essere negativi per la crescita e per gli utili”, commenta Giroux, “l’approvazione di una legislazione per l’uscita dall’Ue rappresenterebbe probabilmente una notizia positiva per l’azionario britannico e per la sterlina, se non altro perché ridurrebbe l’incertezza”.