Ubs, rendimenti 2020-2030 modesti: pesano demografia e “ricette” di sinistra

21 Novembre 2019, di Alberto Battaglia

Ubs è convinta che la distribuzione diseguale della ricchezza e la crescente popolarità di chi propugna politiche redistributive saranno fra le cause del declino dei rendimenti nel prossimo decennio. E’ quanto la banca svizzera scrive in un report di previsioni pubblicato giovedì, nel quale viene sottolineata anche l’importanza delle dinamiche demografiche nei Paesi sviluppati, la cui forza lavoro calerà di 25 milioni, e della progressiva uscita dalla globalizzazione.
La combinazione di queste tendenze sociali, politiche e demografiche ridurrà il bottino per gli investitori nel prossimo decennio, rispetto a quello che si sta avviando alla conclusione. Secondo Mark Haefele, Cio di UBS Global Wealth Management bisognerà infatti prepararsi a “ritorni più bassi e volatilità più elevata”, fattori che potrebbero spingere gli investitori “a incrementare le loro asset allocation verso titoli più rischiosi come le azioni”.

E’ sicuramente interessante notare come la politica, in particolare le tendenze radicali dimostrate ultimamente dal partito Democratico americano, stiano ormai entrando negli scenari degli analisti finanziari anche in ottiche di lungo periodo. “I partiti di sinistra in paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno proponendo ricette sempre più radicali per affrontare la disparità di reddito e ricchezza”, hanno affermato gli economisti di Ubs. “Benché gli elettori daranno risposte, nei prossimi mesi, sul fatto che concentrazione di ricchezza abbia raggiunto o meno i limiti di tollerabilità sul piano politico, gli investitori dovrebbero prepararsi a una combinazione di maggiore tassazione, maggiore regolamentazione e misure antitrust nel prossimo decennio“.

Quali rendimenti aspettarsi: le previsioni di Ubs per il 2020 – 2030

Per il comparto azionario il rendimento atteso sarà compreso fra il 4 e il 6% nominale all’anno nei mercati sviluppati (in valuta locale) e del 9% nei mercati emergenti. Per l’obbligazionario denominato in dollari e a rating elevato i ritorno previsto sarà intorno al 2,5%, mentre quelli in euro e in franchi svizzeri produrranno rendimenti negativi, anche se di poco. Per i bond emessi nei Paesi emergenti in dollari il rendimento annuo previsto da Ubs sarà del 4,9%.