Financial Times: “Tramonto occidente alle porte”

29 Settembre 2016, di Daniele Chicca

Il tramonto dell’occidente è all’orizzonte. E questo scenario catastrofico potrebbe manifestarsi in meno di due mesi. Se Donald Trump venisse eletto presidente degli Stati Uniti d’America a novembre, infatti, “la democrazia perderebbe credibilità come modello per una vita politica civile” e il mondo finirebbe allo sfascio. Ne è convinto l’editorialista del Financial Times Martin Wolf.

Wolf si spinge addirittura a paragonare l’eventuale vittoria di Trump alle elezioni presidenziali a quella di Adolf Hitler in Germania. Oppure ad altri eventi storici di grandissima rilevanza, come la rivoluzione bolscevica in Russia, la caduta dell’Unione Sovietica, la Guerra Fredda, la Grande Depressione, oppure il collasso degli Imperi coloniali europei.

Wolf non è affatto convinto dalla capacità di Trump di poter svolgere il ruolo di presidente della prima potenza mondiale, in questo dando ragione all’attuale inquilino della Casa Bianca, Barack Obama.

Anche solo “il fatto che Trump sia un candidato credibile alla presidenza degli Usa lascia sbalorditi”. “In campo imprenditoriale è un debitore insolvente seriale e un protagonista di cause legali trasformato in star di reality televisivi. È uno spacciatore di falsità e teorie del complotto. Pronuncia calunnie razziste. Attacca l’indipendenza della magistratura”.

Wolf la mette anche sul personale: Trump “rifiuta di rivelare le sue dichiarazioni dei redditi. Non ha nessuna esperienza in cariche politiche e ha proposte politiche che sono incoerenti. Si vanta di essere ignorante. Allude addirittura alla possibilità di dichiarare lo stato di insolvenza sul debito federale“. Insomma, per una delle firme più autorevoli del Financial Times è l’esempio del politico populista pericoloso non solo per il futuro del suo paese ma del mondo occidentale intero.

Sul fronte economico i rischi sono di innescare una deriva protezionista mai vista prima in America: secondo Wolf il ricco magnate dell’immobiliare “mette a repentaglio la fiducia nell’ordine commerciale creato dagli Stati Uniti, minacciando di stracciare gli accordi precedenti”.

In ambito politico e geopolitico, il Financial Times ha paura che Trump si allontani dagli altri paesi occidentali per allacciare rapporti di partnership con la Russia. Il candidato Repubblicano “mette in discussione la fiducia nella democrazia statunitense sostenendo che ci saranno brogli. Sostiene la tortura e l’uccisione deliberata dei familiari dei presunti terroristi. Ammira l’ex agente del Kgb che dirige la Russia”, ossia il presidente Vladimir Putin.

Infine, secondo il quotidiano finanziario della City, una presidenza Trump avrebbe un effetto farfalla sul resto del mondo economico e politico. Gli alleati principali dell’America la sostengono perché si fidano, e “questa fiducia si basa sulla percezione che gli Stati Uniti seguono comportamenti prevedibili, fondati su certi valori”.

“L’imprevedibilità che è il carattere distintivo di Trump e il suo approccio ‘operativo’ verso le partnership recherebbero un danno irreparabile alle alleanze” strette dagli Stati Uniti.

Trump non capisce l’importanza che hanno le istituzioni multilaterali come Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Organizzazione mondiale del commercio per l’ordine mondiale guidato dagli Stati Uniti. “I risultati potrebbero essere catastrofici per tutti“.

“Hillary Clinton è una candidata imperfetta. Trump è qualcosa di completamente diverso ancora. “La sua presidenza non renderebbe grande l’America (qui il riferimento è allo slogan della campagna elettorale di Trump “Make America Great Again”), al contrario potrebbe mandare in sfacelo il pianeta intero”.

Fonte: Financial Times