FINALE IN ORDINE SPARSO
PER LE BORSE EUROPEE

28 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Nono giorno di guerra in Iraq incolore per le borse europee, in ordine sparso nel finale e con cali prevalenti, tra le incertezze sugli spostamenti delle forze anglo-americane, con la decisione Usa di mobilitare altri 120 mila uomini per il conflitto, giunta sui mercati come una conferma esplicita del dilatarsi dei tempi dello scontro.

La giornata è stata comunque tutt’ altro che confortante sul fronte congiunturale, con la fiducia dei consumatori inglesi a picco nell’ ultimo mese, l’ ottimismo degli investitori tedeschi sui minimi da otto anni e una revisione al ribasso sulle stime di crescita decisa dal governo francese (le previsioni sono ora di un +0,3% per i primi due trimestri, rispetto ad un +0,4%/+0,6% atteso in precedenza).

Non sono state da meno le notizie in arrivo sull’ economia più importante per i mercati finanziari, quella americana: un cupo segnale sull’ attesa ripresa Usa è giunto infatti dall’indice dell’ università Michigan che misura la fiducia dei consumatori, sceso ai minimi da nove anni (a quota 77,6 a marzo, contro i 79,9 punti di febbraio). Le incertezze sulla situazione irachena e il timore che il conflitto finirà col durare mesi, oltre a dar fiato un pò ovunque ai titoli di Stato, hanno impedito che le quotazioni del petrolio si sgonfiassero, con il greggio ancora sui massimi da due anni e mezzo in chiusura di settimana.

Se il comparto industriale non ha reagito particolarmente bene (-0,79% il Dj Stoxx settoriale), ne hanno però tratto beneficio i titoli petroliferi (+0,48%). Ed è stato soprattutto grazie agli energetici che gli indici europei hanno messo a segno un netto recupero nel finale, giungendo al fotofinish ben al di sopra dei minimi di metà seduta, se non addirittura in rialzo. Alla fine l’ indice paneuropeo Dj Stoxx 50 ha perso lo 0,41% (a circa un’ ora dalla chiusura della borsa tedesca), mentre sono arrivate nel finale ancora in terreno negativo anche Londra (-0,55%) e Stoccolma (-0,73%), e ha chiuso sostanzialmente invariata Madrid (+0,05%).
Nulla da fare anche per Francoforte, che dopo aver sfiorato cali del 3% a metà seduta a poco più di un’ ora dal finale cedeva il 2,55%, ancora appesantita dalla nuova debacle borsistica del gruppo assicurativo Munich Re. Bene Parigi (+0,37%), Amsterdam (+0,28%) e Zurigo (+0,31%), mentre è stata Milano a conquistare la maglia rosa d’ Europa, seppur con un progresso dello 0,57% (Mib30).

Tra i petroliferi Shell Transport e l’ alleata olandese Royal Dutch hanno guadagnato entrambe l’ 1,81%, mentre a Parigi TotalFinaElf ha segnato un progresso dell’ 1,18%. Tra le blue chip del Vecchio Continente, particolarmente pesante il gruppo di catering francese Sodexho Alliance (-3,6%) sui timori che esponenti dell’ amministrazione Usa possano esercitare pressioni sul dipartimento della Difesa americano per far cancellare un contratto miliardario con i Marines.

Le incertezze sul conflitto, poi, hanno appesantito tutti i titoli legati al turismo, con il gruppo francese Accor in calo del 3,9% e la tedesca Tui in discesa del 5,3%. L’ ennesimo allarme sulle attese per gli utili, giunto questa volta dall’ australiana Quantas, ha invece appesantito le compagnie aeree, con la tedesca Lufthansa in calo di un nuovo 3%. Giù del 5,5% Air France, mentre Klm ha ceduto il 2,4%. A pesare sul comparto auto è stata invece la francese Renault, in calo dell’ 1,5% dopo aver ridotto le stime sulle vendite di auto negli Usa e in Europa. Volkswagen ha ceduto l’ 1,5%, mentre Porsche si è portata in calo di oltre l’ 8,9%.

Nuova giornata sotto i riflettori, infine, per gli assicurativi, con l’ elvetica Swiss Re nuovamente in netto rialzo (+3,45%), mentre a Francoforte Munich Re ha registrato un calo dell’ 11,3% portandosi ai minimi da un decennio, dopo una raffica di giudizi negativi da parte delle banche d’ affari, all’ indomani di dati deludenti e il declassamento dei titoli deciso da S&P.

A Milano Capitalia ha guadagnato il 4,26% grazie al bilancio 2002 e alle prospettive del gruppo illustrate in giornata. Balzo anche per Mps (+5,3%) e le controllate Bam (+3,94%) e Banca Toscana (+5,62%). Rialzo anche per Unicredit (+1,02%) e, fra le popolari, per la Verona e Novara (+2,28%). Debole Intesa (-0,83% a 2,141). Occhi puntati inoltre su Mediobanca (+1,96%) in una giornata che ha visto un nuovo incontro al vertice fra i soci. Non cambia l’ umore del mercato su Fiat (-0,22%), mentre è andata male anche Ifi (-3,07%). Bene Ifil (+2,17%), malgrado il Cda che ha approvato i dati 2002 confermando di non distribuire il dividendo. Ancora male Finmeccanica (-1,07%) con Stm (-1,17%). Ben intonata Eni (+1,13%). Segna invece il passo Enel (+0,28%), all’ indomani della presentazione del business plan aggiornato, già accolto con favore dal mercato. Rally per Parmalat (+11,22%) che ha recuperato tutto d’ un fiato buona parte delle posizioni perse di recente, dopo i dati 2002 migliori delle attese. Pesante con il resto dei titoli aerei europei Alitalia (-2,64%).

Nella tabella la chiusura degli indici guida delle principali piazze finanziarie europee: – Londra -0,55% – Parigi +0,37% – Francoforte (in corso) -2,25% – Milano +0,57% – Madrid +0,05% – Amsterdam +0,28% – Stoccolma -0,73% – Zurigo -0,31%.