Fiducia: la 49esima volta in tre anni

7 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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E’ la 49esima volta in tre anni. La fiducia che il governo metterà al Senato sulla manovra correttiva approvata a ferragosto, è la numero 49 per il governo Berlusconi IV nei suoi tre anni di vita.

Il governo Berlusconi II, in carica dal 2001 al 2005, aveva posto 31 questioni di fiducia in poco meno di quattro anni. Il Berlusconi IV aveva ottenuto la fiducia prescritta dalla Costituzione dopo la sua formazione, il 14 maggio 2008 alla Camera (335 sì, 275 no, un astenuto), e il 15 maggio al Senato (173 voti a favore, 133 contrari, 2 astensioni).

Ecco il quadro dei successivi voti di fiducia, con i relativi risultati.

Camera 25/6/2008 decreto fiscale 326 sì, 260 no, 3 astenuti
Camera 15/7/2008 decreto sicurezza 322 sì, 267 no, 8 astenuti
Camera 21/7/2008 decreto manovra 323 sì, 253 no
Senato 1/8/2008 decreto manovra 170 sì, 129 no, 3 astenuti
Camera 5/8/2008 decreto manovra 312 sì, 239 no
Camera 7/10/2008 decreto scuola 321 sì, 255 no, 2 astenuti
Camera 22/10/2008 decreto Alitalia 309 sì, 250 no, 2 astenuti
Camera 2/12/2008 decreto sanità 307 sì, 241 no
Camera 7/1/2009 decreto università 302 sì, 228 no, 2 astenuti
Camera 14/1/2009 decreto anticrisi 327 sì, 252 no, 2 astenuti
Senato 27/1/2009 decreto anticrisi 158 sì, 126 no, 2 astenuti
Senato 11/2/2009 dl milleproroghe 162 sì, 126 no
Camera 19/2/2009 dl milleproroghe 284 sì, 243 no
Camera 2/4/2009 decreto incentivi 298 sì, 235 no, 2 astenuti
Senato 8/4/2009 decreto incentivi 164 sì, 119 no, 2 astenuti
Camera 13/5/2009 ddl sicurezza/1 316 sì, 258 no
Camera 13/5/2009 ddl sicurezza/2 315 sì, 246 no
Camera 13/5/2009 ddl sicurezza/3 315 sì, 237 no
Camera 10/6/2009 intercettazioni 325 sì, 246 no, 2 astenuti
Senato 1/7/2009 ddl sicurezza/1 164 sì, 124 no, 3 astenuti
Senato 1/7/2009 ddl sicurezza/2 162 sì, 127 no, 4 astenuti
Senato 2/7/2009 ddl sicurezza/3 157 sì, 124 no, 3 astenuti
Camera 24/7/2009 dl anti-crisi 294 sì, 186 no
Senato 1/8/2009 dl anti-crisi 166 sì, 109 no
Camera 30/10/2009 dl scudo fiscale 309 sì, 247 no
Camera 18/11/2009 dl Ronchi 320 sì, 270 no
Camera 16/12/2009 ddl finanziaria 307 sì, 271 no
Senato 11/2/2010 dl milleproroghe 160 sì 119 no, 2 astenuti
Camera 4/3/2010 dl enti locali 305 si 245 no
Senato 10/3/2010 ddl l.impedimento/1 168 sì 132 no, 3 astenuti
Senato 10/3/2010 ddl l.impedimento/2 168 sì 132 no, 3 astenuti
Camera 5/5/2010 dl incentivi 322 sì 272 no
Senato 19/5/2010 dl incentivi 163 sì 134 no
Senato 15/7/2010 dl manovra 170 sì 136 no
Camera 28/7/2010 dl manovra 329 sì 275 no
Camera 29/9/2010 comunicazioni gov. 342 sì 275 no, 3 astenuti
Senato 14/12/2010 mozione fiducia 162 sì 135 no
Camera 14/12/2010 mozione sfiducia 314 no 311 sì 2 astenuti
Senato 15/2/2011 dl milleproroghe 158 sì 136 no 4 astenuti
Camera 25/2/2011 dl milleproroghe 309 sì 287 no
Camera 2/3/2011 dl federalismo 314 sì 291 no 2 astenuti
Camera 24/5/2011 dl omnibus 313 sì 291 no 2 astenuti
Camera 21/6/2011 dl sviluppo 317 sì 293 no 2 astenuti
Senato 7/7/2011 dl sviluppo 162 sì 134 no 1 astenuto
Senato 14/7/2011 dl manovra 161 sì 135 no 3 astenuti
Camera 15/7/2011 dl manovra 316 sì 284 no 2 astenuti
Senato 29/7/2011 ddl processo lungo 160 sì 139 no 0 astenuti
Senato 7/9/2011 dl manovra
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Manuela Tulli (ANSA)
Iva più cara di un punto e tassa sui super-ricchi. Stretta sulle pensioni delle donne; si comincerà il percorso di innalzamento dell’età dal 2014. La risposta non positiva dei mercati alla manovra licenziata domenica sera dalla Commissione Bilancio del Senato e il richiamo, ieri, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, hanno portato ad un nuovo pacchetto di misure che saranno presentate in Senato come maxi-emendamento sul quale il governo porrà la fiducia, con l’obiettivo di chiudere subito la partita.

Critici i sindacati, questa volta non solo la Cgil, mentre plausi arrivano dalla Confindustria. Ritocco in vista poi per la norma della manovra secondo la quale non può essere chiesta la sospensione condizionale della pena nel caso di evasione superiore ai 3 milioni di euro. Non solo l’evasione deve ammontare a questa cifra, per far scattare subito le manette, ma deve corrispondere, secondo quanto si apprende, anche al 30% del fatturato.

La misura, che di fatto allenterebbe la portata della norma, potrebbe entrare nel nuovo pacchetto (il maxi-emendamento alla manovra) atteso in Senato. Il grosso del pacchetto riguarda l’Iva: un punto in più sull’aliquota del 20%, che passa così al 21%. Una misura che fa cassa subito, andrà a miglioramento dei saldi ma che non potrà essere più spesa per la riforma fiscale. E che peserà su moltissimi beni: dalle auto alle scarpe, dal vino ai cd, dal parrucchiere ai giochi.

Arriva poi una tassa sui super-ricchi. In un primo momento la platea di coloro che sarebbero stati chiamati a pagare un contributo di solidarietà del 3% era stata individuata negli 11.000 ‘paperoni’ d’Italia con un reddito superiore a mezzo milione di euro. Ma poi nel consiglio dei ministri di questo pomeriggio, convocato per autorizzare la richiesta di fiducia sul decreto, c’é stato un ripensamento e la platea è stata ampliata: lo pagheranno tutti coloro che hanno un reddito superiore a 300.000 euro l’anno. In tutto circa 34.000 contribuenti.

Riguarderà tutti, anche i lavoratori pubblici già sottoposti al taglio dello stipendio (5% oltre i 90.000 euro e 10% oltre i 150.000), e peserà sul reddito complessivo: da lavoro dipendente ed autonomo o di impresa, da capitale e anche da reddito fondiario, fatta eccezione per la prima casa.

Nuovo colpo d’accelerazione poi per l’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne nel settore privato. Il graduale innalzamento non partirà più dal 2016, come era stato deciso correggendo la norma di luglio che segnava come inizio del timing addirittura il 2020, ma dal 2014.

Tutti contro i sindacati. Non solo la Cgil che sottolinea come “le decisioni prese oggi sulla manovra sono il risultato di un governo in evidente stato confusionale, sordo di fronte al Paese e sempre più condizionato dagli umori dei mercati”. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, rileva che “le novità confermano, anzi rafforzano, l’iniquità di una manovra sbagliata”.

Il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni, dal canto suo fa sapere: “Siamo contrari sia all’aumento dell’età pensionabile per le donne, sia all’aumento dell’Iva”. Sulla stessa linea d’onda il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che sottolinea: “L’emergenza finanziaria non può giustificare l’aumento dell’Iva, soprattutto delle aliquote più basse, né l’accelerazione dell’equiparazione dell’età per il pensionamento delle donne”.

Plausi alle nuove misure arrivano invece da Confindustria che valuta “positivamente la decisione presa oggi dal governo di introdurre alcune misure che vanno nella direzione di rafforzare l’efficacia della manovra”. Ora Viale dell’Astronomia “auspica che il decreto venga approvato rapidamente e che subito dopo si possa aprire una nuova stagione per procedere speditamente verso l’obiettivo del risanamento strutturale della finanza pubblica e varare le indispensabili misure per la crescita”.

Intanto in Senato è ancora atteso il maxi-emendamento. Oggi il voto di fiducia e il via libera per un passaggio, che si preannuncia rapidissimo e soprattutto blindato, alla Camera.