Fiat in Rcs: è gelo Marchionne-Elkann

26 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Sergio Marchionne continua a non capire che cosa se ne faccia un grande gruppo anglo-americano-olandese come Fiat Chrysler di quell’investimento in Rcs, che dà tanti grattacapi e si è già svalutata della metà nel giro di un paio d’anni.

E’ tornato a ripeterlo nei giorni scorsi al giovane Kaki Elkann, trovando però molte resistenze a prendere atto di un investimento semplicemente sbagliato, come si è rivelato quello in via Solferino, dove Fiat si ritrova tra le mani il 20% delle azioni.

L’ingegnere con passaporto canadese e residenza svizzera è uno che ha sempre dimostrato di saper trovare una giustificazione industriale a qualunque scelta manageriale, anche la più dura o sorprendente. Ne ha dato ampia prova in questi anni, creando e mollando “Fabbrica Italia” e costruendo tra Detroit, Londra e Amsterdam un grande polo automobilistico internazionale.

Ma nei giorni scorsi, quando è tornato alla carica con Elkann, ancora una volta non ha saputo trovare una spiegazione valida (anzi, “presentabile”, come dice lui) per i milioni investiti nel Corriere della Sera e ha fatto una nuova proposta al suo presidente: teniamoci “La Stampa” che è un po’ come la Juventus, anche se non vince allo stesso modo, ma vendiamo il ‘’Corriere” e piuttosto compriamo qualche giornale internazionale.

Nomi non ne sono stati fatti, ma la cassaforte Exor ha già una quota del 4,75% nell’Economist, e in giro per il mondo non mancano certi giornali che farebbero molto comodo alla nuova Fca per cementare il consenso intorno ai propri progetti di sviluppo.

Kaki Elkann però ha storto una volta di più la bocca. Anche quando Marchionne gli ha fatto presente che ormai Fiat non ha più alcun interesse a mettersi a duellare con gente come Diego Della Valle. “Non è questione di dargliela vinta o meno, è che si tratta di un avversario fuori target”, questo il ragionamento dell’amministratore delegato.

Un modo per far “contento” Marchionne sarebbe spostare la partecipazione nel Corriere in Exor, come ipotizza oggi il ‘’Giornale”. Ma Rcs perde un sacco di soldi e avrebbe un impatto negativo sul sistema delle accomandite di una vasta famiglia come quella degli Agnelli.

salita e sulla quale Kaki Elkann faticherebbe molto ad aggregare il consenso necessario tra il parentado. Il risultato, per ora, è che la quota nel Corriere non si tocca, nella speranza che Scott Jovane resista e s’inventi chissà quale rilancio.

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