Ferrari: seconda sessione sotto prezzo Ipo, perde fino a -7%

28 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Resi i noti i risultati di bilancio di FCA e Ferrari, che però vengono accolti con delusione dai mercati.

Il titolo Ferrari, appena sbarcato a Wall Street, è sceso per la seconda seduta al di sotto della soglia dei $52, prezzo di collocamento dell’operazione di Ipo. Le quotazioni sono scivolate fino a -7% sui listini azionari americani.

Ennesima sessione negativa, visto che il trend era stato negativo per Ferrari anche ieri, quando il titolo aveva ceduto -11% nel durante portandosi sotto i 52 dollari.

Oggi Ferrari ha reso noto che gli utili netti relativi al terzo trimestre dell’anno sono balzati +62%, complice l’aumento delle consegne delle sue automobili di lusso sportive. I profitti si sono attestati a 94 milioni di euro, contro i 58 milioni di euro del terzo trimestre del 2014. Fatturato +9,2% a 723 milioni di euro, sostenuto in parte dalle fluttuazioni dei cambi.

Le vendite sono state pari a 1.949 unità nel trimestre, il 21% in più su base annua. L’EBIT è salito a 141 milioni di euro.

Ferrari ha confermato di prevedere una vendita di 7.700 auto quest’anno, contro le 7.200 vendute nel 2014. Il fatturato è atteso a 2,8 miliardi e il debito netto tra 1,98 miliardi e 2,03 miliardi di euro. Ebitda adjusted atteso a 725-745 milioni.

Anche il gruppo Fca ha reso noti gli utili, ma il titolo cede -4% circa. FCA ha confermato gli obiettivi per il 2015, rivisti al rialzo nel secondo trimestre, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre, che hanno messo in evidenza ricavi in crescita del 17% a 27,5 miliardi di euro, a fronte di un Ebit +35% a 1,3 miliardi, grazie al trend dei mercati europeo e del Nord America e anche complice l’apporto della componentistica e di Ferrari.

Ma se l’utile netto escluse voci non ricorrenti (adjusted) è stato pari a 303 milioni di euro, in crescita dunque rispetto ai 230 milioni di euro del terzo trimestre 2014, ante rettifiche, FCA ha perso 299 milioni di euro rispetto ad un utile di 188 milioni di euro nel terzo trimestre 2014. A provocare la perdita, gli onerinon ricorrenti (esclusi dall’EBIT adjusted) pari a 602 milioni di euro al netto delle imposte, dovuti agli accantonamenti richiesti dal contesto normativo e dai richiami effettuati.

“Si precisa che il target dell’indebitamento netto industriale è stato rivisto per tener conto delle transazioni completate in relazione all’Ipo di Ferrari ed e ora compreso nel range 6,6-7,1 miliardi di euro (da 7,5-8,0 miliardi di euro)”.