Federalismo: un favore alle mafie

24 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il tempismo scelto non e’ casuale. Nella settimana decisiva per la riforma del federalismo fiscale, la procura antimafia lancia un ultimo avvertimento a Lega e governo: cosi’ “si rischia di far vincere definitivamente le mafie nel nostro Paese”. A sostenerlo e’ il Procuratore aggiunto della Direzione nazionale Antimafia, Alberto Cisterna.

Organizzazioni criminali come ‘ndrangheta, mafia, camorra, secondo Cisterna, hanno sempre meno bisogno di avere ‘referenti’ politici nazionali. Per le mafie si rivela sempre più ‘strategico’ e utile per i propri fini il condizionamento e il controllo di amministratori locali. Con il federalismo fiscale e il trasferimento di poteri a livello locale – questo il ragionamento di Cisterna – si accorcia ancora di più la catena dei controlli e “in particolare al Sud, si rischia di portare a un passo dalle organizzazioni criminali” i centri di controllo della spesa pubblica.

Tanto maggiore sarà il trasferimento dei poteri dal centro a livello locale, come si propone il federalismo, tanto più elevato sarà il rischio che le organizzazioni criminali possano trarne vantaggi. Cisterna, durante un incontro-dibattito alla Federazione nazionale della Stampa (sul tema ‘Globalizzazione, narcotraffico, rapporti con la politica’ con Francesco Forgione autore del libro ‘Mafia export’ e Vincenzo Spagnolo autore del volume ‘Cocaina spa’) ha puntato anche l’indice contro quella che è stata definita ‘la facile mitologia’ nella quale spesso cade l’antimafia.

“C’è un’antimafia che la ‘spara grossa'”, ha detto il procuratore definendo, ad esempio, una ‘bufala gigantesca’ quella stima che attribuiscono alle mafie un fatturato di 140 miliardi di euro. Un dato a effetto ma non dimostrato. Cisterna invita a ‘non enfatizzare’ e a non creare ‘falsi miti’. La lotta alle mafie è piena di ‘false leggende’, “D’altro canto – prosegue Cisterna – tutti i soldi che si attribuiscono alla ‘ndragheta dove sono?”. Secondo il procuratore aggiunto, la strategia per vincere la lotta alle mafie non può essere ‘solo giudiziaria’.

Intanto e’ durato oltre tre ore l’incontro al ministero dell’Economia tra Osvaldo Napoli, vicepresidente dell’Anci, e il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli. Obiettivo: arrivare, probabilmente, a un nuovo testo sul decreto attuativo del federalismo municipale, che verrà presentato dal governo entro pochi giorni. “Credo che sia stato – ha detto Napoli – un incontro estremamente franco e concreto. Il ministro ha ascoltato le nostre problematiche e le nostre richieste. Abbiamo iniziato un lavoro che ha una parte di positività, non tutto, ma una parte sì. Aspettiamo che il ministro Calderoli ci proponga un nuovo testo. Diverso rispetto a quello che ci ha dato e poi gli organi preposti decideranno se le proposte che ci verranno fatte sono accettabili o meno”.

Secondo Napoli, inoltre, “noi abbiamo presentato il nostro testo e in alcune parti ci sono prospettive di trovare una linea condivisa”. Fra i punti qualificanti, Napoli ha insistito sullo “sblocco entro il 2011 dell’addizionale Irpef, poi il fondo perequativo e infine l’aliquota dello 0,74% sulla tassazione immobiliare. Queste sono le problematiche che abbiamo presentato e sulle quali ci aspettiamo una controproposta”. Confronto aperto anche sull’aliquota Imu e sull’inizio dell’applicazione della tassa di soggiorno.

Dopo il no dei sindaci alla prima versione, sara’ pronto un nuovo testo della proposta di federalismo fiscale entro pochi giorni. Lo ha annunciato Sergio Chiamparino, vicepresidente dell’Associazione dei Comuni, dopo il faccia a faccia col ministro Calderoli: “Siamo soddisfatti, sara’ riscritto il decreto”.