FEDERAL RESERVE: E’ TEMPO DI FALCHI?

25 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Negli Usa oggi sono attesi gli ordinativi di beni durevoli e le vendite di nuove abitazioni di agosto, oltre al dato finale della fiducia dei consumatori del Michigan di settembre.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva sulla scia del calo dei listini azionari. A guidare l’andamento dei mercati sono stati oltre ai dati in Germania ed in Usa anche le attese per le decisioni del G20. L’indice Ifo tedesco di settembre ha registrato un miglioramento inferiore alle attese, con un andamento analogo della componente prospettica e di quella corrente, portandosi comunque ai massimi da settembre 2008.

In Francia la seconda lettura del Pil del secondo trimestre ha confermato il rialzo dello 0,3% t/t della prima lettura. All’interno si è evidenziato un recupero degli investimenti che continuano però a rimanere negativi, mentre si è visto un forte rialzo delle esportazioni che hanno beneficiato degli incentivi del settore auto. In Italia oggi è attesa l’asta del Bot semestrale fino a 10 Mld€ e del nuovo Ctz settembre 2011 fino a 4 Mld€. Sul fronte macro oggi avremo la variazione dell’aggregato M3 che dovrebbe continuare il trend calante degli ultimi mesi, non destando al momento preoccupazione tra gli operatori.

Negli Usa i tassi di mercato governativi sono calati su tutta la curva in seguito ai deludenti dati immobiliari che hanno visto un calo inatteso delle vendite di case esistenti ad agosto (-2,7% m/m). L’emissione da 29 Mld$ di Treasury a 7 anni ha avuto successo, ricevendo una richiesta pari a 2,79 volte l’offerta, in rialzo rispetto al 2,48 medio ottenuto nelle ultime sette aste. Le borse hanno accelerato al ribasso dopo il dato immobiliare chiudendo in territorio negativo guidate da finanziari, energetici e materie prime. Oggi si conclude il G-20 cominciato ieri a Pittsburgh. Il comunicato designerà il G-20 come forum principale mondiale per la cooperazione internazionale economica, superando così il G-8.

Secondo FT il comunicato potrebbe chiedere che gli stimoli fiscali e monetari proseguano fino a quando non sia assicurato un recupero solido. Per ciò che concerne i bonus dei banchieri, molto probabilmente non sarà incluso un limite massimo assoluto, ma saranno accettati i suggerimenti del Financial Stability Board, ossia: bonus legati ad obiettivi di lungo termine che non premino gli eccessivi rischi intrapresi, pagamento differito nel tempo, la possibilità di restituire i bonus se la banca successivamente fallisce, tetto bonus limitato ad una percentuale dei ricavi netti totali.

Ieri il membro votante della Fed Warsh ha dichiarato che, come è stato necessario implementare misure aggressive straordinarie per interrompere il panico nella fase acuta della crisi, allo stesso modo la banca centrale potrebbe necessitare un movimento aggressivo per uscire dalle misure straordinarie. Occorre però essere consapevoli dei costi di un errore di politica monetaria. Sul decennale governativo la resistenza passa a quota 3,50%, i supporti a 3,37% e 3,27%.

Valute: il calo delle borse ha dato luogo ad un apprezzamento del Dollaro vs Euro che tuttavia non si è portato oltre il minimo di lunedì collocato a 1,4612 (livello di supporto fondamentale per oggi). Qualora si verificasse la rottura di tale livello esiste la possibilità di una discesa fino ai supporti successivi collocati a 1,4515 e 1,44. Intanto ieri Geithner, segretario al Tesoro Usa, ha ribadito che il Dollaro forte è nell’interesse del paese. Apprezzamento dello Yen guidato dal calo delle borse. Tuttavia la valuta nipponica non è più volatile come un tempo, a dimostrazione del fatto che probabilmente altre valute stanno lentamente sostituendo lo Yen come valuta di finanziamento di operazioni di carry trade (ad esempio Dollaro o Sterlina). Verso Dollaro il livello da monitorare è sempre poco al di sopra di 90, mentre verso Euro i supporti si collocano a 132,50 e 131.

Materie Prime: giornata negativa per le materie prime all’interno dell’indice GSCI penalizzate dall’apprezzamento del Dollaro e dall’aumentata avversione al rischio tra gli operatori. Un’eccezione si è avuta tra gli agricoli con il rialzo di grano (+2,8%) e mais (+1,9%). Tra gli energetici, forte calo del greggio Wti (-4,7%) con le quotazioni calate in prossimità dei 66$/barile sui minimi da metà agosto. In rialzo invece il gas naturale (+2,5%). Male i metalli industriali penalizzati particolarmente dal dato immobiliare Usa. Il peggiore è stato il nichel (-4,4%). In calo anche i preziosi con l’argento che ha perso il 3,6%. Tra gli agricoli “soft” forte calo del caffè (-5,2%).

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