FED tira dritto sui tassi, avanti con i rialzi nel 2023

5 Gennaio 2023, di Mariangela Tessa

Le previsioni di economisti e analisti parlano chiaro: gli Stati Uniti finiranno in recessione nel 2023. Questo tuttavia non basta alla FED per mettere la parola fine al rialzo dei tassi di interesse che, dopo l’aumento di dicembre (+0,50%), ha portato il tasso sui fondi federali di riferimento al 4,25%-4,5%, il livello più alto in 15 anni.

Dai verbali relativi all’incontro del 13-14 dicembre del Fomc, l’organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti, è infatti emerso che saranno necessari altri rialzi dei tassi d’interesse “per un po’ di tempo” e che non c’è  nessuna intenzione di tagliarli nel corso del 2023.

Tutti i membri del Fomc hanno espresso l’importanza di mantenere una politica monetaria restrittiva finchè l’inflazione rimane inaccettabilmente alta e non si incammina verso l’obiettivo del 2%, un obiettivo che richiederà tempo. Molti partecipanti si sono dimostrati cauti e hanno avvertito dei pericoli di allentare prematuramente la politica restrittiva. Tutto questo mentre le previsioni economiche – si legge – non sono deboli come alla precedente riunione di novembre.

Banche vedono inevitabile recessione nel 2023

Mentre la FED sembra dunque decisa a proseguire sulla strada dei rialzo, le maggiori banche d’affari continuano a vedere come inevitabile una recessione nell’anno appena iniziato. E’ la previsione di due terzi degli economisti di 23 istituzioni finanziari che lavorano direttamente con la Fed, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Fra i primary dealers – da Barclays e Ubs e Bank of America – la convinzione di una recessione si basa sul fatto che gli americani stanno spendendo i risparmi accumulati durante la pandemia, il mercato immobiliare è in calo e le banche stanno stringendo i loro standard per i crediti. “Ci aspettiamo un rallentamento nella crescita del Pil globale nel 2023, guidato da recessioni negli Stati Uniti e nell’area euro”, affermano gli economisti di Bnp Paribas.

Tassi ai massimi dal 2007

Come anticipato, nella riunione di dicembre il Fomc ha annunciato un aumento dei tassi d’interesse di 50 punti base al 4,25%-4,5%, il livello più alto dal 2007, dopo quattro rialzo consecutivi da 75 punti base. Si è trattato del settimo rialzo dei tassi consecutivo, per la campagna più aggressiva dagli anni ’80. A marzo, la Banca centrale statunitense aveva annunciato il primo rialzo dei tassi d’interesse (di 25 punti base) dal dicembre 2018.