Fed: tassi fermi, nulla cambia

27 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Nell’ambito della nuova strategia comunicativa della Federal Reserve, il presidente della Banca Centrale americana Ben Bernanke ha comunicato le nuove stime sulla crescita, l’occupazione e l’andamento dell’inflazione, in modo da poterle commentare durante la conferenza stampa in corso. In precedenza, eventuali modifiche erano comunicate insieme ai verbali, tre settimane dopo la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed. La Federal Reserve ha tagliato le stime sulla crescita degli Stati Uniti e ha rivisto al rialzo quelle sull’inflazione, mentre sono state riviste al ribasso quelle sull’occupazione.

Per il 2011, la Banca Centrale americana attende ora una crescita del prodotto interno lordo tra il 3,1 e il 3,3%, meno del range tra il 3,4 e il 3,9% stimato in precedenza. Nello stesso periodo, il tasso di inflazione dovrebbe attestarsi tra l’8,4 e l’8,7%, meno della forchetta tra l’8,8 e il 9% stimata in precedenza. L’inflazione “core”, quella epurata dalle componenti più volatili dovrebbe crescere tra l’1,3 e l’1,6%, più del range tra l’1 e l’1,3% precedente.

Un dollaro forte “rimane nell’interesse degli Stati Uniti, come ha già detto ieri il segretario al Tesoro Timothy Geithner”. Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, durante la conferenza stampa a commento della decisione del Fomc di lasciare il costo del denaro invariato ai minimi storici (a un range tra lo 0 e lo 0,25 per cento).

Nonostante le parole del numero uno della Banca Centrale, che ha sottolineato come il valore del dollaro sia destinato a crescere man mano che la ripresa prenderà piede, il biglietto verde ha comunque chiuso in calo, con l’indice Ice Us Dollar calato al minimo dall’agosto 2008. Per quanto riguarda le valute, l’euro è salito a 1,4787 dollari, ai massimi intraday, mentre il biglietto verde inizialmente salito a 82,38 yen, è poi sceso a 82,23 yen. La sterlina è cresciuta a 1,663 dollari, mentre il franco svizzero ha perso a 0,874 dollari. “Il dollaro si è indebolito soprattutto perché è stato considerato un bene rifugio”, ha detto Bernanke, in questo modo allontanando dalla politica monetaria della Fed la responsabilità del calo.

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Politica e promesse della Federal Reserve restano intatte: nessuna modifica alle misure di allentamento monetario straordinarie e tassi invariati ai minimi storici. L’unico vero cambiamento: l’aver riconosciuto che l’inflazione e’ aumentata negli ultimi mesi. Questi gli highlight dell’ultima riunione di politica monetaria della banca centrale americana che verra’ ricordata per la prima conferenza stampa in assoluto del numero uno Ben Bernanke, attesa per le 20.15 italiane.

La decisione di lasciare il costo del denaro dove e’ al momento, nella forchetta compresa tra lo 0 e lo 0,25% e’ stata unanime ed era attesa. La situazione rimarra’ tale “per un periodo prolungato di tempo”, un linguaggio gia’ stato usato in passato. Come annunciato in novembre il piano di acquisto di Treasury si concludera’ il 30 giugno.

“Il mercato del lavoro sta migliorando gradualmente, ma il tasso di disoccupazione e’ ancora alto, mentre i livelli di inflazione sono aumentati, anche se l’impatto del rincaro delle materie prime sara’ temporaneo”.

Ora la Fed vede una ripresa che procede a un “ritmo moderato”, ma il fenomeno dei prezzi in rialzo sara’ solo transitorio, anche se la disoccupazione continua a preoccupare. Quanto alle spese di aziende e nuclei familiari, secondo il comitato FOMC “continuano a crescere”.

La reazione del mercato finanziario e’ stata scialba, anche perche’ il contenuto del comunicato e’ risultato in linea con le aspettative. In attesa della conferenza stampa di Bernanke, il cambiamento piu’ notevole riguardato l’inflazione. I listini sono tornati sui massimi di seduta che sono comunque rialzi ridicoli, mentre i metalli preziosi hanno recuperato forza. I bond si sono leggermente spinti in progresso, con il rendiemento sul dieci anni che e’ sceso lievemente sotto i livelli pre-Fed (ora al 3,35%). Il dollaro si e’ invece moderatamente indebolito.

Rispetto all’ultima riunione di marzo sono stati veramente pochi i cambiamenti nel linguaggio utilizzato e non e’ stata emessa nessuna linea guida sulle prospettive di politica che verranno prese al termine del piano di quantitative easing 2 che prevede l’acquisto di titoli di stato a lunga scadenza per $600 miliardi. Per questo motivo assume ancora piu’ importanza la sessione di domanda e risposta a cui sara’ sottoposto Ben Bernanke.

La Fed in sintesi ha voluto darsi una certa flessibilita’, dicendo che “modifichera’” le attivita’ di acquisto di Treasuries e MBS a secondo del bisogno. Appena prima dell’inizio della storica conferenza stampa l’istituto centrale rendera’ note le sue previsioni per la crescita del PIL nel 2011 e 2011.

Ed ecco il testo originale del documento che accompagna la decisione della Federal Reserve di confermare il tasso interbancario in un range di 0.0%-0.25%:

Information received since the Federal Open Market Committee met in March indicates that the economic recovery is proceeding at a moderate pace and overall conditions in the labor market are improving gradually.

Household spending and business investment in equipment and software continue to expand. However, investment in nonresidential structures is still weak, and the housing sector continues to be depressed.

Commodity prices have risen significantly since last summer, and concerns about global supplies of crude oil have contributed to a further increase in oil prices since met in March. Inflation has picked up in recent months, but longer-term inflation expectations have remained stable and measures of underlying inflation are still subdued.

The unemployment rate remains elevated, and measures of underlying inflation continue to be somewhat low, relative to levels that the Committee judges to be consistent, over the longer run, with its dual mandate. Increases in the prices of energy and other commodities have pushed up inflation in recent months.

The FOMC expects these effects to be transitory, but it will pay close attention to the evolution of inflation and inflation expectations. The FOMC continues to anticipate a gradual return to higher levels of resource utilization in a context of price stability.

To promote a stronger pace of economic recovery and to help ensure that inflation, over time, is at levels consistent with its mandate, the Committee decided today to continue expanding its holdings of securities as announced in November.

In particular, FOMC is maintaining its existing policy of reinvesting principal payments from its securities holdings and will complete purchases of $600 bln of longer-term Treasury securities by the end of the current quarter.

The Committee will regularly review the size and composition of its securities holdings in light of incoming information and is prepared to adjust those holdings as needed to best foster maximum employment and price stability.

The FOMC will maintain the target range for the federal funds rate at 0.00-0.25% and continues to anticipate that economic conditions, including low rates of resource utilization, subdued inflation trends, and stable inflation expectations, are likely to warrant exceptionally low levels for the federal funds rate for an extended period.

The Committee will continue to monitor the economic outlook and financial developments and will employ its policy tools as necessary to support the economic recovery and to help ensure that inflation, over time, is at levels consistent with its mandate.

Voting for the FOMC monetary policy action were: Ben Bernanke, Chairman; William Dudley, Vice Chairman; Elizabeth Duke; Charles Evans; Richard Fisher; Narayana Kocherlakota; Charles Plosser; Sarah Bloom Raskin; Daniel Tarullo; and Janet Yellen.