Fed stanca di aspettare, rumor “opzione nucleare”

4 Aprile 2017, di Daniele Chicca

È da diverso tempo ormai che la Federal Reserve le sta provando tutte per rilanciare i prezzi al consumo. Sono otto anni per l’esattezza che, nonostante un periodo di tassi zero e iniezioni massicce di liquidità nel sistema finanziario, la situazione non si è ancora sbloccata negli Stati Uniti.

Janet Yellen, che ha perso ormai il controllo dei mercati per lo meno in merito alla capacità di comunicare con loro, avrebbe pronta la soluzione. Le voci che circolano sui mercati parlano di una vera e propria “opzione nucleare” sul tavolo dei banchieri centrali Usa.

L’idea della banca centrale americana sarebbe quella di dare a ogni famiglia, a prescindere dal loro reddito o patrimonio, $1 milione ciascuna, con l’obiettivo di rilanciare i consumi, che tanto sono importanti per la ripresa della prima economia mondiale, e far schizzare l’inflazione al rialzo.

Di una simile ipotesi, una sorta di Quantitative Easing per la gente, se ne è parlato anche in Eurozona. La Fed ha la possibilità di creare il denaro che desidera con pochi interventi. Una fonte anonima interna alla ed ha detto che “le calcolatrici della Fed hanno solo 12 numeri, quindi non si sa bene quanto denaro dovrebbero creare per dare 1 milione ai 100 milioni di nuclei familiari circa presenti negli Stati uniti. La risposta è 100 mila miliardi, ma stanno inserendo i numeri nei modelli econometrici vigenti per verificare la possibilità” di una simile misura.

“La Fed vuole generare aspettative di inflazione”, spiega la fonte al blog di Charles Huge Smith, numero 7 nella classifica di CNBC dei siti più influenti nel mondo della finanza. “In questo modo i consumatori spenderebbero tutti i contanti e crediti in loro possesso al momento, nella consapevolezza che potrebbero comprarne in futuro.

Dare soldi direttamente ai cittadini stampando denaro, viene considerato da alcuni commentatori, critici delle armi monetarie utilizzate fin qui dalle banche centrali di tutto il mondo, sempre meglio che dare i soldi alle banche sperando che queste tornino ad alimentare le attività creditizie a imprese e famiglie.