Niente taglio tassi, Fed snobba inflazione debole: fattore temporaneo

23 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Resta improntato alla cautela l‘approccio della Fed sulla rotta futura dei tassi di interesse Usa. Secondo quanto scritto nei verbali dell’ultima riunione della banca centrale Usa, quella terminata il primo maggio scorso con il costo del denaro fermo al 2,25-2,5%, molti membri del braccio di politica monetaria della banca centrale (Fomc) hanno sostenuto che un tale approccio “resterà probabilmente appropriato per un po’”.

“Specialmente in un contesto di crescita economica moderata e pressioni inflative invariate, anche se le condizioni economiche e finanziarie globali hanno continuato a migliorare”.

L’attenzione della banca centrale americana si è focalizzata in particolare sulla recente debolezza dell’inflazione, visto come un trend temporaneo e che non modificherà le decisioni di politica monetaria. Nell’ultima riunione della banca centrale americana, il governatore Jerome Powell aveva sostenuto la stessa tesi deludendo gli investitori che, a fronte di un’inflazione debole, avevano sperato in un taglio dei tassi nell’anno in corso.

In pratica la Fed sembra essere a suo agio nell’aspettare e vedere come andrà in dato. La misura preferita dalla Fed dell’inflazione, il Pce core, è salito dell’1,6% a marzo rispetto a un anno prima, meno del +1,8% registrato a gennaio e del +2% registrato a dicembre.

Alcuni membri dell’Fomc hanno comunque spiegato che se l’inflazione non si risolleverà nei trimestri a venire, le aspettative sul dato “potrebbero diventare ancorate a livelli inferiori” alla crescita annua del 2% che è pari al target della Fed. E questo potrebbe rendere più difficile il raggiungimento del target stesso.

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Daniele Chicca 23 Maggio 201915:42

Le paure di una guerra fredda tecnologica tra Cina e Usa pesano sul clima di mercato: le Borse europee scambiano in rosso con il Ftse 100 londinese che cede circa l’1,5% dopo aver recuperato parte delle perdite della mattinata. Le altre Borse europee cedono dall’1,3% all’1.8%, dopo che la piazza di Hong Kong e di Tokyo hanno lasciato sul campo l’1,6% e lo 0,6%.

A Wall Street gli indici S&P 500 e Dow Jones subiscono cali marginali. Sul Forex la sterlina britannica perde lo 0,4% contro lo yen e lo 0,1% contro il dollaro. La divisa è poco variata rispetto all’euro. L’indice del dollaro torna sui livelli di fine aprile.

Daniele Chicca 23 Maggio 201915:44

Le Borse europee scambiano in rosso con il Ftse 100 londinese che cede circa l’1,5% dopo aver recuperato parte delle perdite della mattinata. Le altre Borse europee cedono dall’1,3% all’1.8%, dopo che la piazza di Hong Kong e di Tokyo hanno lasciato sul campo l’1,6% e lo 0,6%.

A Wall Street gli indici S&P 500 e Dow Jones subiscono cali più lievi. Sul Forex la sterlina britannica perde lo 0,4% contro lo yen e lo 0,1% contro il dollaro. La divisa è poco variata rispetto all’euro. L’indice del dollaro torna sui livelli di fine aprile.

Daniele Chicca 23 Maggio 201915:46

Sul fronte obbligazionario mentre prendono il via le elezioni europee, i future sul Bund scambiano in ribasso di 19 tick a quota 166,91, mentre lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali è pari a 273 punti base, con il tasso del Btp decennale che rende il 2,64%

Daniele Chicca 23 Maggio 201918:05

Chiusure in netto calo per le principali Borse europee e per Milano nei panni di maglia nera, alla luce anche dell’intonazione decisamente al ribasso di Wall Street. Piazza Affari ha terminato con l’indice Ftse Mib sceso del 2,12% a 20.136,39 punti e l’All Share arretrato del 2,01% a 22.040,94 punti. Parigi, a sua volta, ha ceduto l’1,81%, Francoforte ha perso l’1,77% e Londra l’1,42%.

Daniele Chicca 23 Maggio 201918:05

Ad affossare le Borse europee ancora una volta le incertezze legate a Brexit e dazi. Quanto allo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali, si è attestato in area 275 punti base. Il differenziale è influenzato anche dalla corsa all’acquisto del Bund tedesco, che spinge quest’ultimo a toccare livelli di rendimento negativi.

Tra le blue chip di Piazza Affari, le peggiori performance sono state quelle di STM (-5,67%), Saipem (-5,17%), Tenaris (-4,23%), Unipol (-3,95%), Buzzi (-3,66%), Prysmian (-3,57%) Eni (-3,45%).
Tutte marcatamente negative, comunque, le variazioni dei titoli del paniere Ftse Mib, con la sola eccezione di Italgas, piatta (+0,07%).