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Fed, Powell conferma rallentamento rialzo tassi già da dicembre

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Prende sempre più piede l’ipotesi di un rallentamento del ritmo di crescita dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Un’ipotesi avanzata da diversi analisti e che ora trova conferma nelle parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che in un discorso a Washington D.C. presso l’Hutchins Center on Fiscal and Monetary Policy, ha spiegato:

“La politica monetaria influisce sull’economia e sull’inflazione con ritardi incerti e gli effetti completi del nostro rapido inasprimento finora devono ancora essere avvertiti. Pertanto, ha senso moderare il ritmo dei nostri aumenti dei tassi man mano che ci avviciniamo al livello di contenimento che sarà sufficiente a ridurre l’inflazione. Il momento per moderare il ritmo degli aumenti dei tassi potrebbe arrivare già alla riunione di dicembre”.

Questo in sintesi vuol dire che, in occasione del meeting del mese appena iniziato, il rialzo dei tassi potrebbe limitarsi a 50 punti base contro i 75 punti base delle ultime quattro riunioni.

Complessivamente, ha spiegato Powell, “mi sembra probabile che il livello finale dei tassi dovrà essere un po’ più alto di quanto previsto al momento della riunione di settembre e del riepilogo delle proiezioni economiche”.

Gli analisti stimano che la Fed sarà costretta a frenare l’economia più del previsto per combattere l’alta inflazione, rialzando i tassi nelle prossime riunioni. Secondo i mercati dei future che seguono il tasso dei federal fund, gli operatori hanno pienamente prezzato che il tasso di riferimento raggiungerà il 5% nel maggio 2023, dal 4,6% prima degli ultimi dati sull’inflazione pubblicati alla fine della settimana scorsa.

Percorso inflazione resta incerto

Parlando delle prospettive sull’inflazione, il numero uno della Fed ha fatto notare che le previsioni di inflazione dei previsori del settore privato o dei partecipanti al FOMC (Federal Open Market Committee) “mostrano generalmente un calo significativo nel prossimo anno. La verità è che il percorso dell’inflazione rimane altamente incerto”.

Infine, il mercato del lavoro, che è particolarmente importante per l’inflazione nei servizi di base escluse le abitazioni, mostra solo timidi segnali di riequilibrio e la crescita degli stipendi rimane ben al di sopra dei livelli che sarebbero coerenti con un’inflazione del 2% nel tempo. “Nonostante alcuni sviluppi promettenti, abbiamo ancora molta strada da fare per ripristinare la stabilità dei prezzi”.

Beige Book della Fed: attività economica Usa resta stabile

Sempre sul fronte dell’economia Usa, ieri la pubblicazione del rapporto della Fed chiamato Beige Book, elaborato ogni sei settimane sulla base delle informazioni raccolte nei 12 distretti in cui opera la banca centrale statunitense, e che fa riferimento al periodo terminato il 30 novembre, ha mostrato come l’attività economica negli Stati Uniti sia rimasta stabile o leggermente cresciuta, rispetto al passo “modesto” del precedente rapporto. L’occupazione continua a salire a passo “modesto”, la crescita dei prezzi è stata “moderata” o “forte” nella maggior parte dei distretti.