Fed più prudente sul rialzo tassi 2019. E cita l’Italia tra i fattori di rischio

10 Gennaio 2019, di Mariangela Tessa

La Fed diventa più cauta sul percorso di rialzo dei tassi per il 2019. È quanto emerge dai verbali del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale statunitense, relativi alla riunione del 18-19 dicembre.

“Molti” componenti suggeriscono “pazienza” su nuovi aumenti dei tassi d’interesse. Durante l’ultimo incontro del 2018, la Fed ha deciso di alzare i tassi di un quarto di punto al 2,25-2,50%.

La volatilità dei mercati e i timori sulla crescita mondiale hanno creato incertezza; ora, emergono per questo meno certezze sul tempo e il numero di futuri aumenti dei tassi.

In generale, i componenti del Fomc pensano che “un numero relativamente limitato di ulteriori strette sarebbe probabilmente appropriato”.

Tra i fattori di incertezza futuri, oltre alla Brexit, il documento della Fed cita ancora una volta le recenti vicissitudini della manovra di Bilancio.

Nella fase intercorsa dal precedente direttorio “i mercati finanziari internazionali sono stati coinvolti da una maggiore percezione di rischi al ribasso sulle prospettive di crescita globali e da persistente incertezza nelle relazioni commerciali tra Usa e Cina. Gli investitori – si legge sulle minute della Fed – si sono anche concentrati sui negoziati per la Brexit e sul deficit di bilancio dell’Italia”.

Nei giorni scorsi, si sono moltiplicati gli analisti che vedono una pausa nell’aumento del costo del denaro negli Stati Uniti. C’è addirittura chi scommette che la prossima mossa possa essere un taglio dei tassi più che un aumento.