Inflazione, Deutsche Bank critica la Fed: è una “bomba ad orologeria”

9 Giugno 2021, di Alberto Battaglia

Inflazione, Deutsche Bank critica la Fed: è una “bomba ad orologeria”

Nell’Eurozona e negli Stati Uniti il ritorno dell’inflazione si è già fatto sentire, ma lo scenario prospettato dalla maggioranza degli economisti e dalle stesse banche centrali, europea ed americana, è che questa fiammata si rivelerà temporanea.

Non la pensano così, tuttavia, gli analisti di Deutsche Bank, che hanno descritto quali rischi si potrebbero concretizzare nel medio termine qualora la Fed dovesse lasciare che l’inflazione si mantenga al di sopra del target del 2% per troppo tempo. La strategia delineata dall’istituto guidato da Jerome Powell, infatti, prevede che un aumento dei prezzi superiore all’obiettivo potrà essere tollerato per “un certo periodo”, in modo da consentire una piena ripresa.

Di conseguenza, la Fed ritarderà la tempistica per l’inasprimento della politica monetaria, il quale potrebbe sì raffreddare l’inflazione, ma anche interrompere lo slancio dell’economia.

“La conseguenza del ritardo”, nell’intervento restrittivo della Fed, “si tradurrà in una maggiore interruzione dell’attività economica e finanziaria rispetto a quella che si verificherebbe altrimenti, quando la Fed finalmente agirà”, hanno scritto il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau e altri autori, “a sua volta, ciò potrebbe creare una recessione significativa e innescare una catena di difficoltà finanziarie in tutto il mondo, in particolare nei mercati emergenti“.

Inflazione, per Deutsche Bank il ritorno è inevitabile

Potrebbe volerci più del previsto, fino al 2023, ma l’inflazione riemergerà. E se da un lato è ammirevole che questa pazienza” nel procedere alla stretta monetaria, “sia dovuta al fatto che le priorità della Fed si stanno spostando verso obiettivi sociali, trascurare l’inflazione lascia le economie globali su una bomba a orologeria“, ha affermato Folkerts-Landau, “gli effetti potrebbero essere devastanti, in particolare per i soggetti più vulnerabili della società”.

“Già ora, molte componenti dell’aumento dei prezzi stanno filtrando nell’economia statunitense. Anche se sono transitorie sulla carta, possono alimentare le aspettative proprio come hanno fatto negli anni Settanta”, ha affermato il team di Deutsche Bank, “il rischio, quindi, è che anche se [queste aspettative] vengono incorporate solo per pochi mesi potranno essere difficili da contenere, soprattutto con uno stimolo così alto”.