FED ‘IN CRISI’ DOPO CALO FIDUCIA USA. E ORA…

24 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva portando lo spread 2-10 anni a 215 pb da 219. Sale invece il differenziale sul decennale Grecia-Germania, tornato sopra i 330 pb, dopo che l’agenzia di rating Fitch ha ridotto il rating delle quattro principali banche greche a BBB, ovvero 2 notch sopra lo status di “junk”, lasciando l’outlook negativo.

In Germania l’indice Ifo di febbraio ha evidenziato ancora un miglioramento della componente prospettica, mentre quella corrente è scesa dopo cinque rialzi consecutivi. La spiegazione del calo risiede unicamente nel settore del commercio (sia all’ingrosso sia al dettaglio), verosimilmente a causa delle avverse condizioni climatiche.

Il Pil tedesco del quarto trimestre ha confermato una variazione trimestrale nulla evidenziando un forte calo delle spese governative e degli investimenti, mentre i consumi privati sono risultati in linea con il terzo trimestre scendendo dell’1% t/t. Sul fronte dell’offerta la Francia ha dichiarato di aver completato il 22,4% delle sue emissioni a medio e lungo termine previste per il 2010 (42 Mld€ su 188 attesi).

Oggi proseguono le emissioni dell’area Euro. In Portogallo è attesa un’asta da 1 Mld€ sul titolo a cinque anni. In Austria il governo sta pianificando una tassa da imporre alle banche del paese, pari allo 0,07% del totale dell’attivo.

Negli Usa tassi di mercato in calo a fronte di perdite sui listini azionari superiori all’1%. Il marcato calo della fiducia dei consumatori di febbraio (ai minimi da 10 mesi) ripropone il tema della sostenibilità del recupero della crescita nell’ipotesi di eliminazione dei piani di sostegno da parte di banche centrali e governi.

Non a caso ieri Bullard, membro votante Fed, si è spinto fino ad ipotizzare il mantenimento di tassi fermi per l’intero 2010. Nel frattempo sono arrivate notizie non positive anche sul fronte bancario. Il report trimestrale di FDIC , il fondo Usa a tutela dei depositi bancari, ha evidenziato come il numero di banche a rischio fallimento sia arrivato a 702, massimo degli ultimi 16 anni.

Inoltre più del 5% dei prestiti erogati (la percentuale più elevata da 26 anni ad oggi) presentano una morosità di almeno tre mesi. Lo stesso fondo ha registrato un incremento del deficit, arrivato a circa 21Mld$ nel quarto trimestre dal precedente 8Mld$. A fine 2009 FDIC, per rimpinguare le proprie casse, aveva però proceduto a richiedere il versamento anticipato di quanto dovuto dalle banche nei prossimi tre anni, pari a circa 45Mld$.

Nel frattempo il Tesoro Usa ha reso noto che effettuerà emissioni oltre il necessario pari a 200Mld$. Tali fondi saranno messi a disposizione della Fed, nell’ambito del cosiddetto Supplemental Financing Program, che consente appunto alla Fed di attingere da un apposito conto presso il Tesoro piuttosto che procedere a creazione di moneta.

L’asta da 44Mld$ sul comparto biennale ha riscontrato un’elevata domanda soprattutto da parte di banche centrali estere. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sul discorso di Bernanke che dovrebbe confermare l’intenzione della Fed di mantenere i tassi fermi ancora a lungo, concentrando le proprie manovre su altri strumenti tra cui il tasso di sconto (recentemente rialzato) ed il tasso di remunerazione delle riserve in eccesso.

Valute: dollaro ieri in apprezzamento verso euro fino a raggiungere nuovamente l’importante supporto in area 1,35. I timori di un rallentamento della crescita nel primo trimestre tendono a riproporre il Dollaro come valuta rifugio in un contesto in cui i carry trade al momento rimangono parzialmente chiusi. Il processo di spostamento dal dollaro allo yen risulta infatti in fase di stallo, a giudicare dalla continua permanenza del dollaro/yen in prossimità di 90.

Nel breve rimane sempre importante il supporto in prossimità di 1,3480 la cui foratura potrebbe aprire lo spazio per una fase di overshooting fino ad area 1,30. Ieri si è assistito ad un marcato apprezzamento dello yen vs le principali valute sulla scia dell’aumento dell’avversione al rischio tra gli operatori. Verso euro l’area di supporto da monitorare si colloca in prossimità di 121-121,60, mentre la resistenza di rilievo si colloca piuttosto distante in area 125.

Materie Prime: giornata negativa per le materie prime con tutte le componenti dell’indice GSCI che hanno chiuso in calo. Unica eccezione il caffè (+0,4%). Ribasso del greggio Wti (-1,8%) sulla scia del calo della fiducia dei consumatori Usa. Negativo anche il gas naturale (-2,4%). Tra i metalli industriali i cali più forti sono stati quelli di piombo (-3,9%), zinco (-3,2%) e rame (-2,7%). Negativi anche i preziosi con l’argento che ha perso il 2,1%. Tra gli agricoli il peggiore è stato il cacao (-4,7%).

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