FED: I DATI DA MONITORARE PRIMA DELLA RIUNIONE

15 Gennaio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Dal 16 di gennaio parte il periodo di due settimane durante il quale i membri della Federal Reserve (FED) che fanno parte del FOMC** non rilasciano dichiarazioni in attesa della decisione sui tassi di interesse attesa per la fine del mese***. Wall Street Italia fa una carrellata sui dati che usciranno nei prossimi giorni sottolineando quelli che hanno un’influenza maggiore sugli orientamenti della Banca Centrale USA.

Il compito della FED, a differenza dalla Banca Centrale Europea, non e’ esclusivamente orientato ad ottenere la stabilita’ dei prezzi ma piuttosto a mantenere l’economia su un sentiero di crescita sostenibile. Tale scopo viene perseguito con una politica monetaria orientata a mantenere la piena occupazione, stabilita’ nei livelli di inflazione e bassi tassi di interesse nel lungo periodo.

Fin qui la teoria. Calata nella realta’ di una crisi economica aggravata dagli attacchi terroristici dell’11 settembre, l’azione della Federal Reserve e’ stata molto aggressiva durante tutto il 2001. Tuttavia i risultati positivi di 11 ribassi consecutivi dei tassi di interesse stentano ad arrivare. Dall’inizio dell’anno i membri della FED hanno rilasciato una serie di dichiarazioni. Come gia’ successo in passato le parole piu’ difficili da decifrare sono quelle del Presidente della FED, Alan Greenspan. Di seguito riportiamo una serie di link ad articoli sulle dichiarazioni o discorsi dei membri della FED gia’ pubblicate da Wall Street Italia.

  1. 7/01/02; Jack Guynn Presidente della FED di Atlanta
  2. 8/01/02; Anthony Santomero Presidente della FED di Philadelphia
  3. 9/01/02; Robert McTeer Presidente della FED di Dallas
  4. 11/01/02; Cathy Minehan Presidente della FED di Boston
  5. 11/01/02; William Poole Presidente della FED di St. Luois
  6. 11/01/02; Alan Greenspan Presidente della FED
  7. 15/01/02; Jack Guynn Presidente della FED di Atlanta
  8. 15/01/02; Gary Stern Presidente della FED di Minneapolis

Quali sono allora i dati che il mercato e la Federal Reserve guarderanno prima della decisione del 30 gennaio?

Per quanto riguarda il livello dei prezzi i numeri attesi riguardano:

  • CPI (indice dei prezzi al consumo 16/01/02 ore 08:30), il dato relativo al mese di dicembre viene pubblicato dal Dipartimento del lavoro e viene presentato anche nella versione disaggregata dalla componte energia. L’importanza di questo dato e’ notevole e viene osservato dalla FED per capire la tendenza dell’inflazione.
  • Trade Balance (bilancia commerciale 18/01/02 ore 08:30), il dato relativo al mese di novembre viene pubblicato dal Dipartimento del Commercio. Il dato serve a monitorare la competitivita’ della Nazione sui mercati internazionali. Dal punto di vista della FED non riveste un’importanza basilare.

Per quanto riguarda i consumi, dato che conta per circa i 2/3 del PIL americano, i numeri attesi riguardano:

  • Michigan Sentiment Prel (fiducia dei consumatori 18/01/02 ore 09:45), il dato relativo al mese di dicembre e gennaio viene pubblicato dall’Universita’ del Michigan ogni due mesi in due versioni diverse: preliminare e definitiva ed e’ disaggregato per monitorare la fiducia sulle condizioni attuali e sulle prospettive. Il dato dal punto di vista della FED e’ piuttosto importante.
  • Consumer Confidence (fiducia dei consumatori 29/01/02 ore 10:00), il dato relativo al mese di gennaio viene pubblicato dal Conference Board, una societa’ privata di ricerca. Il funzionamento e l’importanza sono equiparabili a quella del Michigan sentiment.
  • Durable Orders (ordinativi dei beni durevoli 29/01/02 ore 08:30), il dato relativo al mese di dicembre viene pubblicato dal Dipartimento del Commercio e diaggregato per le componenti riguardanti difesa e trasporti. Dal punto di vista della FED l’importanza di questo dato e’ notevole.

Per quanto riguarda il settore industriale, i numeri attesi riguardano:

  • Industrial Production e Capacita’ di utilizzo (produzione industriale 16/01/02 ore 09:15), il dato relativo al mese di dicembre viene pubblicato direttamente dalla Federal Reserve e riveste un’importanza notevole.
  • Philadelphia FED (sondaggio sul settore manifatturiero dell’area di Filadelfia 17/01/02 ore 12:00), il dato relativo al mese di gennaio viene pubblicato dalla FED di Filadelfia ed e’ considerato piuttosto importante dato che viene considerato una sorta di campione rispetto ai dati successivi pubblicati dalle altre sedi regionali della FED

Altro settore attentamente monitorato dalla Banca Centrale americana e’ quello immobiliare. Su questo fronte i numeri attesi riguardano:

  • Housing Starts e Building Permits (nuovi cantieri e permessi edilizi 17/01/02 ore 08:30) il dato relativo al mese di dicembre viene pubblicato dal Dipartimento del Commercio e riveste una notevole importanza per la FED che controlla in questo modo la tendenza del mercato immobiliare.
  • Existing Home Sales (vendita di case esistenti 25/01/02 ore 10:00), il dato relativo al mese di dicembre viene pubblicato dall’associazione degli agenti immobiliari. Pur non rivestendo un’importanza fondamentale si tratta di un dato abbastanza seguito dalla FED.
  • New Home Sales (vendita di case nuove 28/01/02 ore 10:00), il dato relativo al mese di dicembre viene pubblicato dal Dipartimento del Commercio e viene considerato con maggiore attenzione rispetto al precedente visto che fornisce un indicazione sulla crescita della ricchezza reale e non una semplice redistribuzione.

Infine abbiamo il dato relativo alle nuove richieste di sussidi alla disoccupazione. Questo dato viene pubblicato dal Dipartimento del Lavoro ogni giovedi’ alle 08:30 e riporta i dati della settimana precedente. La FED monitorizza questo dato pur non attribuendogli un’importanza fondamentale.

** Federal Open Market Committee, l’organo di politica monetaria della Federal Reserve

***Il “blackout period” normalmente dura due settimane prima e dopo la riunione del FOMC, ma non e’ una regola codificata. A volte e’ solo una settimana prima e dopo la riunione.

* Francesco Leone e’ analista finanziario per Wall Street Italia