Fed, confermati tassi e acquisti titoli del quantitative easing

28 Luglio 2021, di Redazione Wall Street Italia

Nella riunione di politica monetaria di luglio la Federal Reserve ha mantenuto invariata la politica monetaria Usa, in linea con le attese degli analisti. La banca centrale Usa ha deciso di mantenere l’intervallo obiettivo per il tasso di interesse nel range 0-0,25% e prevede che sarà opportuno mantenere questo intervallo fino a quando le condizioni del mercato del lavoro hanno raggiunto livelli coerenti con le valutazioni di massima occupazione e inflazione sono salite al 2% e c’è la possibilità di superare moderatamente il 2% per un po’ di tempo.

Inoltre ha deciso di mantenere invariati gli acquisti di titoli di Stato del piano di quantitative easing per almeno 80 miliardi di dollari al mese e di titoli garantiti da ipoteca (Mbs) per almeno 40 miliardi di dollari al mese fino a quando non saranno stati compiuti ulteriori progressi sostanziali verso la sua obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi. Per il momento niente tapering quindi.

Ma le notizie in grado di movimentare i mercati finanziari potrebbero arrivare presto. Secondo François Rimeu, Senior Strategist, La Française AM  la Federal Reserve potrebbe annunciare un cambiamento nella politica di quantitative easing (il cosiddetto tapering) alla conferenza dei banchieri centrali di Jackson Hole (26-28 agosto) o durante la riunione di politica monetaria di settembre (21-22) prima di un annuncio formale a dicembre.

Tapering, gli effetti sulle obbligazioni e titoli di Stato

Il “tapering” è il processo di normalizzazione della politica monetaria, durante il quale il volume degli acquisti di titoli si riduce e, con esso, anche l’iniezione di liquidità di nuova emissione.
La banca centrale procede al tapering quando la fase di crisi si ritiene superata e si rende necessario, viceversa, un intervento per contrastare l’inflazione. L’effetto del tapering sui mercati è provocare un aumento dei rendimenti dei titoli obbligazionario penalizzando così il prezzo dei bond.

Ora che negli Stati Uniti il tasso d’inflazione si è portato ben al di sopra del 2%, si attende di sapere quando, e in quale misura, gli stimoli monetari realizzati dal quantitative easing con l’acquisto di titoli di Stato verranno ridotti.
A differenza della Bce, il mandato della Fed include anche l’obiettivo della piena occupazione e ammette (da meno di un anno) il temporaneo superamento della soglia del 2% d’inflazione senza che questo indichi l’immediata necessità di provvedimenti.

Attualmente il Quantitative easing della Federal Reserve prevede l’acquisto netto mensile di Buoni del Tesoro Usa per 80 miliardi di dollari e di mortgage-backed securities commerciali e residenziali per 40 miliardi di dollari. Il percorso dei tassi d’interesse, inoltre, viene anticipato dalla cosiddetta forward guidance, che  afferma che i tassi resteranno bassi “finché le condizioni del mercato del lavoro non avranno raggiunto un livello compatibile con la piena occupazione stabilita dal Comitato [Fomc] e fintantoché l’inflazione non sarà salita al 2% e avviata a eccedere moderatamente il 2% per qualche tempo”.