FED: AUMENTANO I CONTRARI A TASSI MINIMI PER “PERIODO ESTESO DI TEMPO”

16 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono leggermente scesi su tutta la curva lasciando il differenziale 2-10 anni intorno ai 212 pb. In calo lo spread sul decennale Grecia-Germania, mentre rimane intorno ai 79 pb quello Italia-Germania.

La riunione dei ministri delle Finanze dell’area Euro si è conclusa prima del previsto senza una decisione sulle misure da prendere per sostenere la Grecia.

Le scelte su una azione coordinata per Atene potranno arrivare nelle prossime settimane, sulla base di documenti preparati da un gruppo di lavoro incaricato dai ministri.

La mancata decisione è il risultato di un contrasto tra Francia e Germania. Quest’ultima ritiene necessarie nuove sanzioni per i paesi che non rispetteranno le regole del Patto di di stabilità, con la possibilità di un’espulsione dall’area. La Francia al contrario ritiene queste misure eccessive.

Alla fine del vertice il presidente dei ministri finanziari, Juncker, si è limitato a ribadire che l’Eurogruppo è pronto ad intervenire per sostenere la Grecia se necessario con un piano che potrà essere eseguito rapidamente. Ha inoltre aggiunto che l’accordo c’è ma occorrerà approfondire alcuni punti tecnici, escludendo comunque l’inclusione di garanzie sui prestiti.

In Irlanda oggi è attesa l’asta sui titoli a 5 e 10 anni per 1-1,5 Mld€. Negli Usa tassi di mercato poco variati con lo spread 2-10 anni stabile intorno ai 275pb. Le borse hanno recuperato nel finale le perdite iniziali, chiudendo intorno alla parità.

Sul fronte macro la produzione industriale di febbraio è risultata migliore delle attese (+0,1% m/m, ottavo mese di rialzo consecutivo) grazie alla domanda di computer e semiconduttori. Il Tic report relativo ai flussi in acquisto/vendita di asset Usa nel mese di gennaio, ha evidenziato come la Cina ed il Giappone (rispettivamente primo e secondo detentore mondiale di Treasury) siano stati venditori netti di debito governativo Usa in tale mese.

Oggi il focus della giornata sarà la riunione della Fed dove è previsto che i Fed Funds siano lasciati ai livelli attuali. C’è attesa per vedere se nel comunicato il FOMC ribadirà la propria intenzione di mantenere un livello basso di tassi per “un esteso periodo di tempo”. Qualora sia mantenuto, potrebbero comparire alcuni dissenzienti tra i membri.

Nell’ultima riunione Hoenig, presidente della Fed di Kansas City, si era opposto al mantenimento di tale frase poiché le condizioni economiche erano migliorate a sufficienza.

Recentemente anche Plosser, Fisher e Bullard hanno espresso delle riserve in tale direzione (solo Bullard attualmente è membro votante). La Fed dovrebbe essere chiamata anche a confermare il termine a marzo del piano di acquisto di 175Mld$ di debito emesso dalle agenzie e 1.250 Mld$ di Mbs.

Oggi sono attesi anche altri dati macro quali l’apertura di nuovi cantieri ed i permessi edilizi di febbraio. Segnaliamo che stanno aumentando le tensioni nel paese circa il comportamento della Cina relativamente allo yuan. Oltre 100 membri del Congresso hanno richiesto all’amministrazione Obama di dichiarare la Cina come un “manipolatore della propria valuta” chiedendo l’imposizione di dazi sulle importazioni dalla Cina.

Valute: dollaro in apprezzamento verso euro sulla scia delle prese di profitto sulle borse europee e dei contrasti tra Francia e Germania circa le modalità del salvataggio greco.

I numerosi dati macro attesi oggi in Europa e negli Usa potrebbero portare una certa volatilità nel corso della giornata, anche se un eventuale grosso movimento potrebbe avvenire solo dopo l’annuncio della Fed.

Per oggi, la resistenza da monitorare si colloca a 1,38, i supporti a 1,3640 ed area 1,3550. Apprezzamento nella notte per lo yen vs le principali valute. Vero euro la resistenza da monitorare si colloca a 125,30, mentre i supporti si collocano in area 123 e successivamente a 121,90.

Materie Prime: seconda giornata consecutiva in calo per il greggio Wti (-1,8%), con le quotazioni scese nuovamente sotto quota 80 $/b. Negativi anche gli altri energetici.

In calo anche i metalli industriali guidati da piombo (-2,9%) e zinco (-2,5%), penalizzati dalle attese di ulteriori manovre restrittive in Cina. Positivi i preziosi, con oro e argento entrambi in rialzo dello 0,3%, nonostante l’apprezzamento del dollaro. Contrastati gli agricoli.

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