Fari puntati sulla Federal Reserve, che oggi alzerà il velo sui tassi di interesse. Dall’incontro non sono attese novità sul costo del denaro, visto fermi all’1,5-1,75%, ma potrebbero emergere indicazioni sulle prossime mosse, ovvero su quanti rialzi attendersi nel 2018.
Indicazioni particolarmente attese alla luce della recente accelerazione delle pressioni inflazionistiche: la componente dei prezzi dell’Ism manifatturiero ad aprile è balzata ai massimi dell’aprile 2011.
A questo si aggiunge che, in marzo l’indice core dei prezzi misurato sulla base delle spese personali dei consumatori è salito all’1,9%, il maggior aumento dall’ottobre 2016. L’indice core, che misura i prezzi al netto di energia e alimentari, non supera il 2% dall’aprile del 2012 ma la ripresa economica in atto e i progressi del mercato del lavoro stanno spingendo i prezzi verso l’obiettivo del 2%.
L’inflazione, sostengono gli operatori, potrebbe continuare a salire, spingendo la Federal Reserve ad aumentare il passo con il quale ha intenzione di alzare i tassi. La Fed ha previsto un totale di tre aumenti dei tassi per il 2018, e il primo di questi è stato già apportato a marzo. Ma diversi economisti credono che il presidente Jay Powell e i suoi colleghi finiranno per scegliere un totale di quattro rialzi, visti i dati economici positivi e la necessità di impedire che l’economia si surriscaldi mentre la disoccupazione si aggira intorno al 4,1%.
I verbali dell’ultime riunione della Fed hanno indicato come anche all’interno della banca centrale si stata discussa la possibilità di aumenti più veloci.