Fed alla finestra, aprirà porta a strette più veloci

2 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Fari puntati sulla Federal Reserve, che oggi alzerà il velo sui tassi di interesse. Dall’incontro non sono attese novità sul costo del denaro, visto fermi all’1,5-1,75%, ma potrebbero emergere indicazioni sulle prossime mosse, ovvero su quanti rialzi attendersi nel 2018.

Indicazioni particolarmente attese alla luce della recente accelerazione delle pressioni inflazionistiche: la componente dei prezzi dell’Ism manifatturiero ad aprile è balzata ai massimi dell’aprile 2011.

A questo si aggiunge che, in marzo l’indice core dei prezzi misurato sulla base delle spese personali dei consumatori è salito all’1,9%, il maggior aumento dall’ottobre 2016. L’indice core, che misura i prezzi al netto di energia e alimentari, non supera il 2% dall’aprile del 2012 ma la ripresa economica in atto e i progressi del mercato del lavoro stanno spingendo i prezzi verso l’obiettivo del 2%.

L’inflazione, sostengono gli operatori, potrebbe continuare a salire, spingendo la Federal Reserve ad aumentare il passo con il quale ha intenzione di alzare i tassi. La Fed ha previsto un totale di tre aumenti dei tassi per il 2018, e il primo di questi è stato già apportato a marzo. Ma diversi economisti credono che il presidente Jay Powell e i suoi colleghi finiranno per scegliere un totale di quattro rialzi, visti i dati economici positivi e la necessità di impedire che l’economia si surriscaldi mentre la disoccupazione si aggira intorno al 4,1%.

I verbali dell’ultime riunione della Fed hanno indicato come anche all’interno della banca centrale si stata discussa la  possibilità di aumenti più veloci.