FCA e CNH Industrial: pronti forti investimenti in Italia

3 Dicembre 2018, di Francesco Puppato

Dopo il recente annuncio da parte di FCA di voler investire oltre 5 miliardi di euro in Italia tra il 2019 ed il 2021, arriva un’altra buona notizia per il Bel Paese: Cnh Industrial avrebbe intenzione di investire 1,76 miliardi di euro (oovero l’attuale equivalente dei 2 miliardi di dollari annunciati) sul nostro territorio, nei prossimi tre annni.

Lo scopo di FCA è quello di raggiungere la piena occupazione, mentre quello di Cnh Industrial è di potenziare la ricerca e lo sviluppo in tutti i settori di business.

Cnh Industrial è un gruppo industriale italo-statunitense che opera in tutto il mondo nel settore dei capital goods; attraverso i suoi marchi progetta, produce e commercializza macchine per l’agricoltura e le costruzioni, veicoli industriali e commerciali, autobus e mezzi speciali, oltre ai relativi motori e trasmissioni, e a propulsori per applicazioni marine.

Costituita nel novembre 2012, è successivamente divenuta operativa nel settembre 2013 in seguito alla fusione per incorporazione delle preesistenti società CNH Global e Fiat Industrial: CNH Global, marchio attivo a livello mondiale nel settore delle macchine agricole e movimento terra, era stata a sua volta costituita il 12 novembre 1999 dalla fusione tra New Holland e Case Corporation.

Il 29 settembre 2013, a seguito del completamento delle operazioni, Fiat Industrial si fonde con CNH Global dando vita a CNH Industrial N.V.; all’inizio del 2018 Richard Tobin, CEO di Cnh dal gennaio 2012, si dimette ed al suo posto ad interim è nominato Derek Neilson. Poi in agosto la nomina del nuovo CEO, il tedesco Hubertus M. Mühlhäuser.

È stato proprio quest’ultimo, durante l’incontro con i segretari generali e nazionali di Fim-Cisl, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf, ha dare la notizia della decisione degli investimenti da parte di Cnh Industrial.

Scendendo maggiormente nello specifico, Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, ha detto che gli investimenti saranno appunto inerenti soprattutto a ricerca e sviluppo; infatti la quota riservata a questa area è di oltre 1,5 miliardi di dollari su un totale di 2.

Per avere un ulteriore dettaglio dell’impatto, sempre Uliano, ha detto che i dipendenti interessati negli stabilimenti italiani saranno circa 17.000.