Fassina: aumento dell’Iva inevitabile, subito scontro

30 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’accordo sull’Imu è stato trovato. Nonostante siano molti gli economisti che affermano come sia fondamentale per l’Italia puntare più sulla riduzione delle tasse sul lavoro che non su quella delle tasse sugli immobili, la linea di Silvio Berlusconi ha trionfato.

Il PdL potrà dire ai suoi elettori di aver rispettato la promessa, e non importa se alla fine la tassa abbia cambiato solo nome e che molti siano i dubbi sull’effettiva riduzione del carico fiscale a favore delle famiglie. L’ex premier potrà dire di essere stato il fautore dell’abolizione dell’Imu e infatti lo sta già facendo. Il governo è riuscito a tenere sulla delicata questione dell’imposta sugli immobili, ma le prove da superare sono ancora molte.

Qualche ora dopo l’intesa, è già scontro sull’aumento dell’Iva. “In una fase così difficile – scrive il viceministro dell’Economia Stefano Fassina sul suo blog sull’Huffington Post – dedicare un miliardo per eliminare l’Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse a finanziare, ad esempio, il rinvio dell’aumento dell’Iva previsto, oramai irrimediabilmente grazie alla ‘vittoria’ del PdL sull’Imu, per il 1 ottobre”.

Immediata la risposta del presidente dei deputati Renato Brunetta: Fassina “per amor di polemica e di ideologia, straparla. Non ci sarà alcun aumento dell’Iva da ottobre, come da accordi di maggioranza – assicura – Aspettiamo smentite dal ministero dell’Economia e delle finanze”, e aggiunge: “Questo modo di fare del viceministro Fassina non è accettabile in quanto produce incertezza e confusione. Perché?”.

Intanto l’ufficio studi di Confcommercio lancia l’allarme sugli effetti dell’aumento dell’Iva, affermando che un rialzo dal 21% al 22% si tradurrebbe in
unrincaro dei prezzi dello 0,3%/0,4%, in un calo dei consumi, una contrazione del reddito e, alla fine, una riduzione dell’occupazione che si attesterebbe sui 10.000 posti di lavoro.