Fari sull’Opec, analisti: produzione crescerà ma meno delle attese

22 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

L’Iran rischia di far saltare l’accordo Opec sull’aumento dell’offerta mondiale del petrolio. L’appuntamento è per oggi a Vienna, dove si apre la riunione decisiva dei Paesi del cartello chiamati a decidere la politica per la seconda metà dell’anno.

La pre-intesa raggiunta nel vertice di ieri volta a rialzare di un milione di barili la produzione congelata in un accordo del novembre 2016 trova tuttavia l’ostacolo di Teheran, che ha fatto sapere di essere contraria ad un accordo per alzare la produzione di greggio.La mossa inattesa accresce l’incertezza sulla possibilità di raggiungere un accordo comune.

L’intesa tra i Paesi Opec e altri grandi produttori come la Russia di congelare la produzione era stata raggiunta a fine 2016 per riportare un riequilibrio da tra domanda e offerta e soprattutto stabilizzare i prezzi.

In attesa di una decisione finale, gli analisti scommettono che il meeting odierno potrebbe chiudersi con aumento nella forchetta tra 600.000 a 800.000 barili. Un livello sostanzialmente inferiore all’aumento di 1,5 milioni di barili richiesto dalla Russia.

il West Texas Intermediate (WTI) avanza di 63 centesimi a 66,17 dollari al barile mentre il Brent guadagna 74 centesimi a 73,79 dollari al barile.