Bce-day: Draghi alle prese con la guerra dazi

25 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

Fari del mercato accesi domani, sull’ultima riunione della Banca centrale europea (BCE) prima della pausa estiva. Non sono previsti annunci sui tassi. Dopo i toni sorprendentemente accomodanti della riunione dello scorso giugno, giugno, gli analisti si attendono un’impostazione più equilibrato nelle parole del presidente dellla Bce, Mario Draghi, date le maggiori incertezze per l’economia globale.

L’attenzione si concentrerà sulle valutazioni dei nuovi rischi con gli investitori preoccupati per il rischio acuto di un’escalation della guerra commerciale.

“Ci aspettiamo che il presidente della BCE, Mario Draghi mantenga un tono non troppo aggressivo, ma neanche accomodante”, ha scritto in un report Mark Wall, capo economista della Deutsche Bank, in una nota di ricerca. “La BCE si è impegnata solo di recente a mantenere invariati i tassi per il prossimo anno con l’obiettivo di contrastare i rischi commerciali e di volatilità ed evitare un ingiustificato inasprimento delle condizioni finanziarie”.

Il rischio, paventato da molto, è che la BCE metta fine al suo stimolo monetario proprio in un momento in cui l’economia potrebbe rallentare. A questo proposito, Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, ha sottolineato che:

“gli ultimi sondaggi indicano un modesto rallentamento della crescita in futuro, mentre le pressioni sui prezzi si sono in qualche modo allentate. Guardando all’economia, i sondaggi PMI di luglio sia per il comparto manifatturiero sia per quello dei servizi mostrano un’attuale crescita del PIL dello 0,5%, dopo lo 0,6% del secondo trimestre (e un piu’ debole 0,4% all’inizio dell’anno)”

Guardando ai singoli Paesi,

“i dati suggeriscono una qualche accelerazione in Germania, un’attivita’ piu’ lenta in Francia e un notevole indebolimento nelle economie periferiche. Per quanto riguarda un possibile impatto degli attriti commerciali, osserviamo che i nuovi ordinativi nel settore manifatturiero sono calati soltanto leggermente (da 53,0 a 53,2), il che lascia supporre che per il momento non ci sono effetti rilevanti sui registri degli ordini delle imprese”

Per quanto riguarda l’inflazione,

le pressioni sui prezzi restano nel complesso contenute, come dimostra il calo dell’indice core dei prezzi al consumo al solo 0,9%. A giugno, l’inflazione sottostante dei servizi si e’ attestata all’1,3% a/a, in linea con le medie del primo semestre. A nostro avviso, le letture sull’inflazione nell’Eurozona resteranno basse ed e’ improbabile che il meeting BCE di questa settimana dia maggiori dettagli sulla politica monetaria dei prossimi mesi, concentrandosi invece sulla crescita e sull’inflazione future”