FANNIE E FREDDIE: LASCIATELE FALLIRE

27 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Uno degli ex governatori regionali della Federal Reserve, William Poole, sostiene che Fannie Mae e Freddie Mac non solo sono “inutili”, ma dovrebbero essere lasciate fallire perche’ nelle condizioni in cui sono distorgono il mercato finanziario. Poole lo ha scritto in un articolo sul New York Times.

Fannie Mae e Freddie Mac non sono essenziali per il mercato dei mutui, scrive Poole, e se fossero messe in liquidazione ordinatamente, il mercato rileverebbe il loro business senza problemi. Fannie e Freddie esistono oggi per provvedere garanzie per le “mortgage-backed securities” scambiate sul mercato, un business che e’ sostanzialmente quello di un’assicurazione.

E’ importante liquidare le due agenzie para-governative, anche perche’ e’ pericoloso mantenere questo loro ruolo dominante in un mercato con solo due operatori. Sarebbe molto meglio avere varie aziende in concorrenza tra loro, dice Poole. Qualsiasi sia l’ammontare totale di un salvataggio pubblico, visto che Fannie e Freddie sono oggi tecnicamente insolventi (il valore stimato delle passivita’ supera il valore stimato degli assets) e anche se il salvataggio fosse di “soli” $25 miliardi, la vera questione non e’ l’immediata sopravvivenza di questi due giganti malati, ma il loro futuro di lungo termine. Al momento le due agenzie distorgono il mercato al punto che il debito pubblico nazionale degli Stati Uniti, che di solito viene calcolato in circa $5 trilioni, di fatto sale con Fannie e Freddie a $10 trilioni.

C’e’ stato gia’ un esempio di come gli Stati Uniti possano vivere tranquillamente senza Fannie e Freddie, senza che ci fossero problemi al mercato dei mutui immobiliari, scrive l’ex governatore della Fed. Dopo uno scandalo finanziario nel 2005, le autorita’ diedero una stretta feroce alle attivita’ delle due agenzie. Il debito nazionale relativo ai mutui residenziali sali’ di $1.176 trilioni quell’anno, anche se la quota di Fannie e Freddie sali’ solo di $169 miliardi, appena il 14.4% del totale. In sostanza, il mercato nel 2005 a mala pena si accorse che i concorrenti privati delle due agenzie para-governative avevano garantito o emesso l’85% dell’aumento dei mutui immobiliari in totale.