Facebook: azionisti chiedono testa di Zuckerberg ma AD si salva

3 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Infuocata la riunione dei vertici di Facebook andata in scena nei giorni scorsi all’Hotel Nia di Menlo Park. Tra le varie proposte sottoposte a voto, gli azionisti sono stati chiamati a valutare quella di Jonas Kron, vicepresidente senior di Trillium Asset Management che ha chiesto la testa di Zuckerberg.

Complice i vari scandali sulla privacy che hanno coinvolto il social network negli ultimi mesi, alcuni azionisti si sono chiesti se non fosse arrivato il momento di sostituire il presidente con un candidato indipendente.

«Non è saggio avere così tanto potere concentrato nelle mandi di una sola persona».

Così ha dichiarato Kron che ha avuto l’appoggio anche del revisore dei conti di New York City e dei tesorieri dell’Illinois, del Rhode Island e del Connecticut, tra gli altri. La proposta è stata respinta ma dentro Facebook è evidente che qualcosa si è rotto e il potere nelle mani del Ceo con il 58% di diritti sul voto, sta diventando un argomento spinoso.

Il potere del fondatore del social network non vacilla perché Zuckerberg ha tenuto per sé il 13% di azioni, azioni definite di “classe B”, il cui valore è più o meno 10 volte una singola azione normale e questo gli consente di poter blindare ogni sua decisione e di avere il pieno controllo su Facebook.
Fuori dall’hotel è l’associazione Fight for the Future che ha lanciato la campagna “Fire Mark Zuckerberg”, che al grido “Licenziate Zuckerberg” ha fatto il giro della rete. Insomma il malcontento nei confronti del CEO di Facebook è ormai dilagante. Se ne renderà conto anche lui?