Ex ministro Grecia: gap Nord Sud d’Europa “bomba a orologeria”

9 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Come reagirà la Germania alla voragine che si sta aprendo tra Nord e Sud d’Europa e che minaccia la sopravvivenza dell’euro? Se lo è chieso l’ex ministro greco delle Finanze Yannos Papantoniou.

La risposta dipende in come i tedeschi percepiscono i loro interessi a lungo termine e nelle scelte della Cancelliera tedesca Angela Merkel.

La sua elezione per il terzo mandato offre ampio margine per attuare scelte più drastiche, dal momento che Merkel dovrebbe essere spinta a focalizzarsi anche sull’eredità che lascerà.

Dalle politiche che imporrà in Europa nei prossimi quattro anni, dipenderà come verrà ricordata. O verrà associata con la ripresa dell’euro o con il suo collasso.

Due possibili scenari sembrano possibili al momento. Il primo è che la crisi economica e politica nei paesi più indebitati si ampli, aumentando le paure che anche Berlino venga travolta.

Questo potrebbe spingere la Germania a ritirarsi dall’area euro e formare un’unione monetaria più piccola con altri Paesi virtuosi del Nord d’Europa.

La seconda possibilità è che la crisi resti relativamente contenuta, spingendo la Germania a cercare un’unione fiscale ed economica più forte. Ciò significherebbe arrivare alla tanto odiata (dalla Germania) “mutualizzazione di una parte del debito nazionale e il trasferimento della sovranità politico-economica alle istituzioni sovranazionali europee.

I costi politici sarebbero alti: i contribuenti a quel punto dovrebbero pagare per gli errori degli altri Stati, ma al contempo la Germania trarrebbe beneficio da un’unione monetaria più stabile e dinamica.

La nuova coalizione tra Merkel e i Social Democratici potrebbe essere sufficiente a rendere il passaggio possibile.

Ma anche così ci saranno vittime. Piccoli stati come Grecia e Cipro continuo a non riuscire a rispettare gli impegni presi per la riduzione del debito e fanno pensare che saranno destinati a essere per sempre dipendenti dagli aiuti finanziari esterni.

L’uscita di uno o due di questi paesi “indisciplinati” potrebbe essere per la condizione che la Germania imporrà per potere indorare la pillola al popolo tedesco

La divisione tra Nord e Sud d’Europa è diventata così ampia che è diventata una bomba a orologeria posizionata sulle fondamenta dell’unione monetaria.

Per disinnescarla, sostiene Papantoniou, “servirà meno austerità, più stimoli monetari, un maggiore sostegno agli investimenti, riforme più drastiche e il progresso verso una vera unione politica ed economica”.

Bisogna sperare, si augura l’ex ministro ellenico, che una ripresa timida nel Sud d’Europa, aiutata dalla leadership della Germania nell’area del Nord, sarà sufficiente a rimettere l’Europa nei giusti binari della crescita e della prosperità.