Evergrande: situazione si complica, salta pagamento della terza cedola

12 Ottobre 2021, di Mariangela Tessa

Per il colosso cinese dell’immobiliare cinese Evergrande, alle prese con un debito di 305 miliardi di dollari, il rischio di un default diventa sempre più concreto. L’ultima notizia a far pensare ad un triste epilogo per il gruppo, è il mancato pagamento (il terzo) agli obbligazionisti di un coupon da 148 milioni di dollari, dopo aver fallito il pagamento di altre due cedole da 83 milioni e 46 milioni sul mercato offshore il 23 e il 29 settembre.

Evergrande, cosa può succedere adesso

Per Evergrande ora è una corsa contro il tempo: la data ultima per pagare, 30 giorni dalla prima scadenza, è il 23 ottobre. Dopo questa data, la società finisce in bancarotta.

Il titolo del gruppo quotato ad Hong Kong è stato sospeso lo scorso 4 ottobre insieme a quello di Evergrande Property Services Group, la divisione di servizi immobiliari, in attesa dell’acquisizione del 51% da parte di Hopson Development Holdings per un cifra superiore ai 5 miliardi.

Intanto, negli Stati Uniti un gruppo di obbligazionisti che possiedono complessivamente 2,5 miliardi di dollari in bond Evergrande si preparano a una battaglia legale: si sono rivolti alla law firm Kirkland & Ellis e alla banca d’investimenti Moelis & Co per bloccare cessioni di asset da parte del gruppo cinese che potrebbero pregiudicare le aspettative degli obbligazionisti stranieri.

Settore immobiliare cinese fa tremare gli investitori

Quello di Evergande è una tessera di un mosaico a tinte fosche. Mente gli analisti vedono la sorte del secondo gruppo immobiliare cinese come ormai segnata (si parla di uno “smantellamento controllato”), nelle ultime settimane, sono stati diverse le società del settore immobiliare ad evidenziare criticità in termini di liquidità e flusso di cassa, come il gruppo Fantasia Holdings, che ha dichiarato default su un’obbligazione da 205 milioni di dollari o Sinic Holdings. Quest’ultimo ha dichiarato in un documento di deposito alla borsa di Hong Kong che non prevede di rimborsare il valore del capitale e l’ultima tranche di interessi per un bond da 250 milioni di dollari con scadenza il ​​18 ottobre. Altri segnali allarmanti sono arrivati da Modern Land, quotato a Hong Kong, che ha chiesto tre mesi di dilazione nei pagamenti su un bond da 250 milioni di dollari che matura il 25 ottobre.

Ricordiamo che il settore immobiliare in Cina vale il 29% del PIL, oltre 50mila miliardi di dollari del prodotto nazionale, comprendendo l’indotto e i servizi. E lo scoppio di una bolla avrebbe conseguenze devastanti.

Insomma, nulla di buono all’orizzonte. Secondo i dati Refinitiv, il prossimo anno scadranno un totale di 101,2 miliardi di dollari di obbligazioni emesse da società immobiliari cinesi. E se la liquidità non migliora, “ci saranno più default in futuro”, ha scritto il broker CGS-CIMB in una nota.