Economia

Immobiliare cinese, crisi si espande. Dopo Evergrande, nuovo possibile default

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Si allarga la crisi immobiliare cinese. Dopo il caso Evergrande, una nuova società è finita sotto i riflettori del mercato per aver mancato il rimborso di un bond in scadenza. Si tratta del gruppo Fantasia Holdings: una società dalle dimensioni più ridotte di Evergrande, ma le cui inadempienze stanno alimentando le preoccupazioni sulla tenuta del comparto del real estate cinese.

È di ieri, 4 ottobre, la notizia che, il gruppo non ha pagato 205,7 milioni di dollari (177 milioni di euro) ai suoi creditori. Un annuncio che arriva dopo che la società di gestione Country Garden Services Holdings ha indicato che una controllata di Fantasia non aveva rimborsato un prestito di 700 milioni di yuan (93 milioni di euro).

Una doppio campanello di allarme, che ha fatti scatta l’allarme tra le agenzie di rating. Standard & Poor’s ha declassato il giudizio della società a SD (default selettivo). Fitch ha abbassato il rating di Fantasia da B a CCC- e Moody’s da B3 a Ca, altre mosse che evidenziano la possibilità di un default.

Crisi immobiliare cinese, una spiegazione

Ma che cosa si nasconde dietro la crisi di Evergande? Come ricorda Henry Greene, Investment Strategist di KraneShares in una nota,  “l’azienda ha cercato di capitalizzare il boom edilizio in Cina, favorito da un’intensa crescita economica, da un credito facilmente accessibile e dalla più rapida urbanizzazione della storia umana. Gli investimenti immobiliari rappresentano quasi il 60% dei risparmi delle famiglie cinesi, rispetto al 33% degli USA. Anche le famiglie della classe media e medio-bassa hanno fatto uno o più investimenti immobiliari oltre alla prima casa, cosa che ha fatto gonfiare i prezzi“.

Dall’anno della fondazione di Evergrande, nel 1996, i mercati finanziari cinesi sono cresciuti molto. “Le Borse di Shanghai e Shenzhen vantano una capitalizzazione di mercato totale di oltre 11. 000 miliardi di dollari. Inoltre, questi mercati adesso sono liquidi e modernizzati, con aziende straniere che prestano servizi di gestione degli investimenti. Tuttavia, sembra che le famiglie cinesi continuino a concentrarsi sul settore immobiliare piuttosto che sulla diversificazione dei rischi. Di conseguenza, il governo ha implementato nuove regolamentazioni che rendono più difficile speculare sugli immobili e più facile per gli investitori entrare nel mercato azionario. Ne è un esempio il limite ai prestiti immobiliari annunciato dai regolatori bancari cinesi a fine 2020″.

In altre parole, la storia di Evergrande si intreccia con quella della trasformazione economica in corso in Cina.

“Gli investitori nei mercati emergenti spesso si appoggiano al settore immobiliare per capitalizzare passivamente su un alto tasso di crescita economica. Tuttavia, le mutevoli dinamiche di mercato fanno sì che la composizione dei risparmi in Cina somigli sempre più a quella di un mercato sviluppato. I problemi recenti di Evergrande sono un sintomo, non una causa, di questa nuova realtà. La crescita futura della Cina sarà sostenuta da industrie come i servizi internet, l’IT, l’assistenza sanitaria e i beni di consumo. Inoltre, il popolo cinese trarrà vantaggio dall’investire in aziende in crescita, non solo in abitazioni, come sui mercati sviluppati:.