Eurozona “tallone d’Achille” economia mondiale. Tassi Bund a zero

13 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa

Altro che Stati Uniti. L’economia dell’eurozona assume, giorno dopo giorno, i contorni della più grande minaccia alla crescita globale. Il deterioramento della domanda, sotto stress per via di fattori interni ed internazionali, non lascia intravedere nulla di buono per quest’anno. Non a caso, le stime degli economisti per il Pil 2019 andranno poco oltre l’1%, in forte calo rispetto al 2018.

“La preoccupazione è che in Europa, le cose si stanno deteriorando abbastanza velocemente”, ha detto Salman Ahmed, capo degli investimenti stratega di Lombard Odier, all’agenzia Bloomberg.
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Prospettive grigie per via di Francia e Germania

Questo repentino cambio di scenario si deve al fatto che il rallentamento sta colpendo il cuore della regione.  Basti pensare alla recente debolezza mostrata dalla manifattura tedesca. E dal calo delle consumi francesi a causa delle proteste dei Gilet Gialli. Insieme, questi due paesi rappresentano circa la metà dell’economia della zona euro.

“Se la Francia smette di consumare e la Germania smette di produrre, avremo un grosso problema nella zona euro”, ha detto Ludovic Subran, vice capo economista di Allianz.

I problemi non si fermano qui. I rendimenti dei titoli italiani hanno ripreso a salire di livello tra i dubbi sulla gestione fiscale, la salute delle banche è discutibile e la Brexit rimane irrisolta. Le elezioni europee a maggio potrebbero vedere guadagni per i partiti anti-UE, cosa che sta già preoccupando alcune aziende.

“A questo punto, siamo ottimisti riguardo agli Stati Uniti, ma crediamo che i rischi al ribasso siano aumentati bruscamente in Europa”, ha dichiarato il capo economista della Deutsche Bank David Folkerts-Landau.

Rendimento Bund tedeschi verso zero

In un contesto di incertezza, i rendimenti sui titoli di stato tedeschi decennal sono a un passo dallo zero per la prima volta in quasi tre anni. E le cose potrebbero andare peggio, fino a scivolare in terreno negativo.

Un’ipotesi di questo genere segnerebbero un passo indietro nel tempo – fino al 2016 – quando la Banca centrale europea  pompava denaro nell’economia della zona euro nel tentativo di rianimarla.

“Se il consumatore tedesco continua a stringere la cinghia, allora i rendimenti dei bund possono andare sotto lo zero”, ha detto John Taylor, analista di AllianceBernstein Holding LP. I rendimenti tedeschi a 10 anni di muovono intorno allo 0,13% martedì, in rialzo dopo aver toccato lo 0,08% la scorsa settimana.