Eurozona, Praet (Bce): crescita sommessa fino al 2017

19 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi governativi in lieve calo sia per i paesi core sia per quelli periferici, con conseguente sostanziale invarianza dello spread. Allo stesso tempo sono risultate ancora in calo le aspettative di inflazione dei titoli decennali legati all’inflazione: nel caso del BTP legato all’inflazione dell’area le relative aspettative implicite si sono attestate all’1%.

Il tema disinflazione continua ad essere al centro dell’attenzione dei banchieri centrali: ieri anche il membro BCE Nowotny si è aggiunto al coro di coloro che in questi giorni stanno ribadendo come la banca centrale ha ancora numerose armi a disposizione per combattere il forte calo dell’inflazione.

Mersch, altro membro BCE, si è invece soffermato sui alcuni dettagli dei prossimi stress test sui bilanci bancari, indicando come il periodo di riferimento dei due scenari che verranno presi a riferimento (uno base ed uno peggiorativo, cosiddetto worst-case) sarà triennale, arrivando pertanto fino alla fine del 2016. Allo stesso tempo Mersch ha anche precisato che non è stata ancora presa alcuna decisione sul trattamento riservato ai titoli governativi detenuti in portafoglio.

Questa mattina Praet, capo economista della BCE ha sottolineato come l’area Euro potrebbe essere interessata da una crescita sotto il potenziale (output gap) fino al 2017, aggiungendo che è importante avere un’inflazione ancorata al 2%.

Nel frattempo le trattative per la creazione di una nuova grande coalizione in Germania stanno entrando nella fase finale in questi giorni. L’accordo potrebbe contemplare il via libera da parte della Merkel ad alcuni punti cari all’SPD ( ad es. il salario minimo di 8,5€ all’ora ed inoltre la doppia cittadinanza per gli immigrati) in cambio di una ferma opposizione all’ipotesi di eurobond. I negoziati sono attesi terminare il 26 novembre. Successivamente l’accordo sarà sottoposto al voto dei 473.000 membri dell’SPD con esito finale atteso tra il 14 ed il 15 dicembre. Successivamente, tra il 16 ed il 18 dicembre il parlamento tedesco potrebbe a quel punto nominare ufficialmente la Merkel premier, ossia poco prima del consiglio europeo del 19/20 dicembre. Negli Usa tassi in calo con il decennale sceso al di sotto del 2,70%. Il movimento è partito dopo la pubblicazione dell’indice sulla fiducia dei costruttori di novembre che non ha mostrato segnali di inversione dopo il calo dei mesi scorsi. Il calo delle borse nell’ultima ora di contrattazione ha infine contribuito ad un ulteriore marginale calo.

Ieri Dudley, membro votante Fed, ha preso atto dei miglioramento dell’economia aggiungendo al tempo stesso che la crescita fin qui raggiunta non è ancora sufficiente per assicurare un recupero sostanziale del mercato del lavoro. In giornata sono attesi ulteriori discorsi di membri Fed, in particolare quello di Bernanke atteso questa notte.

Valute: l’euro continua a stazionare intorno alla resistenza in area 1,35/36, in attesa dei dati macro/eventi più importanti della settimana tra cui il discorso di Bernanke e i dati usa su vendite al dettaglio ed inflazione del prossimo mercoledì. Yen in apprezzamento verso la maggior parte delle valute in un contesto di lieve calo per le borse asiatiche. Verso euro la resistenza si colloca a 135,50, il supporto a 134. Lieve apprezzamento per il dollaro australiano dopo la pubblicazione dei verbali relativi all’ultima riunione della RBA. I membri vedono sempre più prove di un effetto positivo sull’economia legato ai precedenti tagli dei tassi. L’Istituto mantiene aperta la possibilità di ulteriori tagli in caso di necessità, sottolineando al tempo stesso l’esigenza di un deprezzamento della valuta locale per il ribilanciamento della crescita del paese.

Tra le valute emergenti segnaliamo il forte apprezzamento del real brasiliano, che risulta la valuta più forte della settimana. La valuta brasiliana potrebbe aver beneficiato delle riforme della Cina, principale partner commerciale, e dell’estensione degli swap valutari da parte della banca centrale per la quarta sessione consecutiva. Inoltre il presidente della banca centrale Tombini ha dichiarato di non vedere alcuna carenza di valuta straniera al momento, nonostante il real sia calato ai minimi da 2 mesi verso dollaro la scorsa settimana. Yuan stabile verso dollaro Usa stamani. Secondo Market News International, il governatore della PBC Zhou in uno studio presentato a margine della sessione plenaria del comitato centrale avrebbe dichiarato che la banda di oscillazione giornaliera dello yuan sarà allargata in modo graduale, con la flessibilità aumentata in entrambe le direzioni. La Cina vuol arrivare ad avere un cambio variabile determinato dal mercato senza dover più intervenire su base giornaliera. Sono in arrivo anche altre riforme per una maggiore mobilità dei capitali, compresa la possibilità per gli individui di investire all’estero.

Commodity: inizio di settimana leggermente negativo per l’indice GSCI penalizzato dal calo di tutti i principali indici settoriali. Il calo maggiore ha interessato i preziosi (-1,3%), penalizzati dai commenti di alcuni membri Fed. Tra gli energetici (-0,4%) continua la forza relativa del Brent verso WTI con il petrolio europeo favorito dalle tensioni in Libia ed il WTI penalizzato dall’abbondanza di scorte negli Usa. Giornata negativa anche per i metalli non ferrosi (-0,6%) e per gli agricoli (-0,4%). Forte calo per il mais, sceso di oltre il 2% sulla speculazione di minore domanda per l’etanolo. Il rame è calato ai minimi da oltre 3 mesi su timori di domanda in ridimensionamento dopo la fiducia dei costruttori Usa ai minimi da 4 mesi a novembre.

Azionario: apertura di settimana in deciso rialzo per i listini europei con l’indice DAX che ha toccato un nuovo record storico sopra quota 9200 punti mentre gli altri indici non sono riusciti a superare i livelli massimi toccati il giorno del taglio dei tassi a sorpresa da parte della BCE. Nonostante ciò sono stati i listini periferici a guidare i rialzi ieri con il Ftsemib risultato il migliore indice in Europa seguito dall’Ibex e dal Cac francese. La migliore performance delle borse periferiche è stata sicuramente favorita dall’andamento positivo dei comparti utility e finanziari, visto il forte peso che titoli di tali settori hanno all’interno di Ftsemib ed Ibex in particolare.

In generale tutti i principali settori all’interno dello Stoxx 600 hanno chiuso ieri in positivo, con l’unica eccezione del comparto tecnologico. In Italia, il Ftsemib ha chiuso con un guadagno di oltre il 2%, grazie al forte rimbalzo dei titoli bancari ed al buon andamento dei due titoli con peso nell’indice, ovvero Eni (+1,8%) ed Enel (+2,3%). Unico titoli in calo nel listino è stato Ansaldo Sts (-0,4%). In mattinata apertura negativa per i listini europei. Negli Usa giornata negativa per i listini azionari che hanno comunque aggiornato in apertura nuovi massimi storici con l’indice S&P 500 sopra i 1800 punti ed il Dow Jones i 16000 punti. Il movimento al ribasso si è concentrato tutto nella parte finale della seduta sulle parole di uno dei “guru” di Wall Street, Carl Icahn, secondo cui bisogna essere cauti sull’investimento azionario in quanto il buon andamento dei conti societari è dovuto principalmente ai tassi bassi piuttosto che ad una buona gestione aziendale.

Le vendite hanno colpito principalmente i comparti risorse di base e tecnologico, mentre in controtendenza si sono mossi telecomunicazioni ed industriali, quest’ultimi guidati da Boeing dopo i forti ordini giunti durante l’airshow di Dubai. Sul fronte emergente, apertura di settimana all’insegna del forte rialzo per l’indice MSCI EM che registra la migliore performance giornaliera dallo scorso settembre. Positivi tutte le principali aree ed in particolare quella asiatica e latinoamericana. Durante la notte, andamento misto per i listini asiatici: prese di profitto sono prevalse sulle borse cinese e nipponica, mentre prosegue il buon andamento del listino coreano.

INFORMAZIONI STAMPA SUI TITOLI

BANCA POPOLARE DI MILANO – L’agenzia di rating Fitch ha annunciato di aver abbassato il giudizio sulla società a “BB+” (non investment grade, junk) da “BBB-” con outlook negativo. Il downgrade è riconducibile al fatto che “l’incertezza sulle strategie future dell’istituto e la sua capacità di rafforzare la capitalizzazione sono aumentate dopo il ritardo nel raggiungimento di un accordo su come rafforzare la governance”.

ENEL – L’A.D. del gruppo Luigi Ferraris ha annunciato che l’incasso dalla cessione della quota detenuta in Severenergia dalla società, sarà devoluta per intero (1,3Mld€ circa) alla riduzione del debito.

ENI – La compagnia di Stato libica ha annunciato che sono state riavviate le esportazioni di gas all’Italia inseguito all’interruzione dello sciopero nel Paese nordafricano.

FIAT – La società ha immatricolato nel mese di ottobre poco più di 60mila veicoli, in calo di oltre il 7% rispetto all’analogo periodo di un anno prima; da inizio anno le immatricolazioni si sono ridotte dell’8,1% a/a. La quota di mercato del gruppo si è attestata ad ottobre al 5,8%, in calo rispetto al 6,5% dell’anno scorso ma in crescita dal 5,4% di settembre.

FINMECCANICA – Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore, sarebbe vicino alla conclusione un accordo tra la società ed Eads per l’acquisizione di Avio Spazio (controllata al 14,3% da Finmeccanica e all’81% da Cinven). L’obiettivo di Finmeccanica sarebbe quello di arrivare alla quota del 51% di Avio Spazio per un esborso complessivo di 90Mln€ circa.

INTESA SANPAOLO – Il Presidente del Consiglio di gestione del gruppo, Gian Maria Gros-Pietro, ha dichiarato che il dividendo rimane una priorità assoluta per la banca.

PARMALAT – Secondo quanto riportato da Milano Finanza, la società sarebbe intenzionata ad offrire oltre 90Mln€ per l’acquisto del gruppo australiano Harvey Fresh.

TELECOM ITALIA – Il Presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ha dichiarato che la banca uscirà dal capitale della società in modo da non compromettere l’equilibrio del gruppo e gli investimenti.

UNICREDIT – Bank Austria, controllata del gruppo, ha lanciato un emissione obbligazionaria per 500Mln€ con scadenza quinquennale; le richieste hanno superato 1Mld€ e sono venute da 145 investitori di 25 Paesi.

STM, TERNA,SNAM,ENI – Secondo quanto riportato dal Sole 24 ore, i titoli di queste società rientrerebbero nel primo pacchetto di privatizzazioni del governo che potrebbe essere presentato all’Eurogruppo di venerdì e successivamente ufficializzato il prossimo fine settimana

EASYJET – La società ha registrato nell’ultimo anno fiscale un utile netto di 478Mln£, in crescita di quasi il 51% rispetto allo stesso periodo di un anno prima.

JP MORGAN – La più grande banca Usa si è accordata con il Dipartimento di Giustizia statunitense per chiudere definitivamente la vicenda dei subprime; la società dovrà quindi pagare un risarcimento storico da 13Mld$.

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