Eurozona, HSBC: salari fermi problema grave

13 Settembre 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Anche se il mercato del lavoro sta dando segnali di vita e il tasso di disoccupazione è in calo rispetto ai massimi post crisi, rimane un problema grave che potrebbe deragliare la ripresa dell’economia dell’area euro: i salari restano congelati, non riuscendo a tenere il passo nemmeno dell’inflazione con i suoi incrementi anemici.

Senza crescita delle retribuzioni, la ripresa non può materializzarsi e l’economia dell’Eurozona resterà dipendente dalle droghe monetarie e fiscali. I salari sono forse l’aspetto fondamentale dell’economia della regione.

In un report di recente pubblicazione Karen Ward, chief economist per l’Europa della banca britannica, ha scritto che “in questa fase del ciclo economico, la crescita dei salari è cruciale sia per alimentare una ripresa sostenibile del settore privato sia per le autorità di politica monetaria”.

L’andamento delle retribuzioni dei lavoratori è un fattore che viene preso in considerazione dalle banche centrali per giudicare se l’economia sta migliorando e se pertanto è il caso di cambiare strategia monetaria.

 

“Durante il corso dell’anno sono arrivati segnali secondo cui il calo della disoccupazione nell’area euro stava dando un po’ di spinta ai salari. La speranza era che con il fiorire della ripresa le spese al consumo ne avrebbero giovato quando queste non avrebbero più potuto contare sul sostegno del calo dei prezzi energetici“.

Se ciò fosse avvenuto, “le aziende avrebbero potuto diventare più ottimiste sulla domanda a lungo termine e quindi più propense a spendere e investire per espandere le attività. Se un simile ciclo virtuoso si fosse manifestato nel settore privato, l’economia avrebbe potuto fare meno affidamento sugli aiuti fiscali e monetari”.

Ma così non è stato. Ecco perché gli analisti della banca si dicono in qualche modo delusi, anzi perfino sorpresi in negativo, dall’inversione di tendenza della crescita dei salari.

Se il mercato del lavoro presenta una situazione sulla carta positiva in Eurozona – dopo tutto molti hanno un posto di lavoro – la crescita nulla dei salari è un problema perché i lavoratori non guadagnano abbastanza per poter resistere a lungo al rialzo naturale dei prezzi dei beni al consumo.