Eurozona: calma apparente sul mercato dei Bond

28 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – James Carville, consulente di lunga data dell’ex Presidente statunitense Bill Clinton, vorrebbe essere reincarnato nel mercato dei Bond. Un sistema più potente di presidenti e papi. In questo modo “potresti intimidire chiunque”.

L’Italia ne sa qualcosa. Da due anni rischia di collassare da un momento all’altro, tra misure di rigore, elezioni inconcludenti, un governo in filo di vita e un’economia in profonda recessione.

Ma fortunatamente per il Paese, i titoli di Stato hanno tenuto bene. Anziché allargarsi, lo Spread tra i bond decennali italiani e quelli tedeschi è sceso sotto i livelli pre crisi.

“Non mi sembra che Enrico Letta abbia mai citato la parola ‘spread’ nei suoi discorsi ufficialI”, dice al Financial Times Alessandro Tentori, strategist di Citigroup.

È una storia che ricalca quella di altri Paesi membri dell’area euro. A parte le settimane di tensione tra maggio e giugno, quando i tassi dell’obbligazionario sovrano sono aumentati un po’ dovunque nella regione, i rendimenti dell’Eurozona hanno attraversato una fase di ribassi.

Il costo del denaro a lungo termine in Spagna è ora più basso di quello italiano, per non parlare dei tassi in Irlanda.

Se la nuova fase nella crisi dell’area euro è sostenibile o se invece siamo in un momento di calma prima della tempesta non si sa ed è questo che deciderà le sorti dell’unione monetaria. Perché il mercato dei Bond, come si è visto due anni fa, è in grado di rivoluzionare politiche e scelte di un Paese.

La stabilità rispecchia la fiducia dei mercati nelle prospettive dell’area euro e il fatto che i volubili investitori internazionali si sono dati alla fuga nella prima parte della crisi.

Ma c’è una lenta trasformazione in atto che potrebbe rilevarsi pericolosa: gli i Paesi si stanno affidato troppo nella fiducia degli investitori nazionali, il che mette a rischio il processo di integrazione economica europea.

La calma attuale – che sia appartente o no – ha fatto tirare il fiato ai mercati dei Bond e ampliato il margine di manovra dei Governi dei Piigs, riducendo i costi di finanziamento. Tuttavia potrebbe alimentare una malsana tendenza all’auto compiacimento.

I leader europei stanno riformando il sistema finanziario europeo per rafforzarlo. “Il pericolo è che senza la pressione dei mercati, questo processo di riforme rallenti”, spiega Myles Bradshaw, senior European portfolio manager di Pimco, aggiungendo che sono proprio queste le riforeme necessarie per mettere al sicuro il futuro del continente.