Europa monetaria del futuro, l’asse dei paesi forti si rafforza

22 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

• Poco variato il differenziale sui titoli periferici.
• Yen in apprezzamento vs euro e vs dollaro
• In rialzo industriali ed agricoli.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno chiuso la sessione contrastati, con un calo che ha interessato soprattutto il tratto a due anni mentre è rimasto pressoché stabile il tratto decennale. Poco variati gli spread sui titoli periferici, mentre sul monetario i tassi Ois a 3 e 6 mesi hanno registrato un lieve calo. I listini azionari hanno chiuso in rialzo beneficiando delle buone trimestrali statunitensi.

In Ungheria il primo ministro dopo l’interruzione dei colloqui con il Fmi ha dichiarato che intende discutere del prossimo bilancio con l’Unione europea e non con il Fmi. Il Portogallo, sulla base delle indicazione fornite della banca centrale e riportate da Reuters, il mese scorso ha raggiunto il record di finanziamenti ottenuti dalla Bce a 40,2 Mld€ da 35,8 Mld€ del mese precedente. Intanto Francia e Germania hanno siglato una lettera congiunta che illustra le proposte per il miglioramento della governance e del patto di stabilità e crescita Ue.

Negli Usa tassi di mercato in forte calo su tutti i segmenti di curva in un contesto di debolezza dei listini azioni, trainati al ribasso dal settore retail e finanziario. Il tasso a due anni ha toccato ieri un nuovo record storico attestandosi allo 0,552%. L’attenzione degli operatori è stata focalizzata sulle parole del governatore della Fed Bernanke presso la commissione bancaria del Senato. Bernanke ha dichiarato che l’outlook economico rimane “insolitamente incerto” a causa di un lento recupero del mercato del lavoro e della debolezza del settore immobiliare.

Riguardo alla politica monetaria, Bernanke ha sottolineato che la Fed è pronta a intervenire con ulteriori misure qualora ci dovessero essere segnali di maggiore debolezza dell’economia. In particolare il governatore ha delineato tre possibile opzioni che potrebbero essere adottate: 1) maggiore comunicazione riguardo al futuro andamento dei tassi d’interesse; 2) azzeramento degli interessi (attualmente 0,25%) pagati sulle riserve in eccesso che ammontano a circa 1000Mld$; 3) implementazione di un nuovo programma di quantitative easing.

Bernanke ha comunque confermato che tale opzioni sono allo studio del board ma che comunque non verranno utilizzate nel breve termine in quanto la Fed sta ancora esaminando la ” solidità della ripresa”. L’attenzione degli operatori oggi sarà ancora incentrata sul flusso di trimestrali in arrivo, in quella che è forse da considerare la giornata più intesa del trimestre. Ieri Morgan Stanley ha riportato un utile trimestrale ben oltre le attese di mercato chiudendo le contrattazioni in rialzo di ben oltre il 6%. Obama ha ratificato la legge sulla riforma del sistema finanziario. Sul fronte macro oggi sono attese le vendite di case esistenti di giugno che dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sullo stato di salute del settore immobiliare alla luce della scadenza degli incentivi fiscali.

Valute: l’euro ha chiuso la seduta di ieri in deprezzamento vs dollaro. Il movimento sul cross si è accentuato in corrispondenza della testimonianza di Bernanke, fino a toccare un minimo intorno a 1,275. In mattinata il cross si è riportato in area 1,28. Nel breve il primo supporto di rilievo si colloca a 1,273-1,275. La resistenza principale risulta essere ancora posizionata in area 1,30. Le parole di Bernanke hanno aumentato l’avversione al rischio degli investitori e favorito un apprezzamento dello yen verso dollaro portatosi sotto area 87. Verso euro il cross si mantiene all’interno del range 110,8-113,3 in attesa dei risultati degli stress test di domani.

Materie Prime: giornata positiva per la maggior parte delle componenti del GSCI. Il rialzo ha interessato soprattutto il comprato dei metalli industriali ed agricoli con il rame che ha registrato la migliore performance della seduta, guidato da zinco e grano. In calo il comparto energetico con il greggio Wti che ha ceduto oltre l’1% dopo i dati migliori delle attese sulle scorte di greggio Usa.

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