EUROPA: GERMANIA, ECCO LE BAD BANK PER BANCHE COMMERCIALI

29 Aprile 2009, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva a fronte di un calo dei listini azionari penalizzati dai timori delle possibili conseguenze della febbre suina e dalle attese per i risultati degli stress test in Usa. I prezzi al consumo tedeschi preliminari di aprile hanno registrato un incremento del tendenziale rispetto al dato precedente rimanendo comunque sotto l’1% e confermando tale andamento anche per l’intera area Euro. Sempre in Germania, secondo fonti di governo, la prossima settimana sarà approvato il piano per la creazione di una bad bank per le banche commerciali, mentre ci vorrà altro lavoro per la creazione di un modello di bad bank anche per le banche regionali. Trichet durante un’intervista ha ribadito l’attesa di un tasso d’inflazione negativo per metà anno, aggiungendo che i prezzi torneranno a salire nell’ultima parte.

Il capo della Bce fa inoltre notare come le aspettative d’inflazione restino in linea la definizione di stabilità dei prezzi. Bini Smaghi, membro Bce, in un’intervista ha dichiarato che le banche centrali quando decidono di adottare misure non convenzionali devono pensare anche ad una strategia per uscire, in caso contrario ci potrebbero essere dei rischi. Relativamente al tasso di riferimento Smaghi ha dichiarato che tassi vicino allo zero potrebbero destabilizzare il mercato monetario. In Italia sono attese diverse aste per un totale fino a 15,5Mld€, tra cui il nuovo decennale 2019 per 4-5,5 Mld€. La Commissione europea invece annuncerà misure su hedge funds, private equity, remunerazione manager, prodotti finanziari al dettaglio.

Negli Usa i tassi i tassi di mercato sono saliti nonostante la chiusura leggermente negativa delle borse. A pesare sui Treasury ha contribuito il forte rialzo della fiducia dei consumatori di aprile e l’asta da 35Mld$ di Tresury a 5 anni. Oggi è attesa l’emissione record di Treasury a 7 anni per 26 Mld$. Secondo fonti interne, in base ai dati preliminari degli stress test, almeno sei delle 19 principali banche Usa necessitano di capitale aggiuntivo. Mentre alcune banche dovranno ricevere capitale direttamente dal governo, la maggior parte del capitale per le altre arriverà tramite conversione delle azioni privilegiate in ordinarie. Utilizzando tale conversione invece dell’assistenza diretta federale, le banche hanno il vantaggio di tentare di risollevarsi limitando le eccessive interferenze del Congresso.

Lo svantaggio consiste nella diluizione delle quote degli attuali azionisti e nella sensazione che l’azione del governo non sia forte come nel caso dell’iniezione diretta di capitali. Sul fronte macro il dato del giorno è rappresentato dal Pil del primo trimestre, atteso dal consensus di Bloomberg News in contrazione del 4,7% t/t annualizzato. Alla luce dei recenti buoni dati arrivati dalla bilancia commerciale, esiste la possibilità che il dato risulti leggermente migliore del previsto. In programma anche la riunione della Fed, con la banca centrale che nel proprio comunicato potrebbe ribadire l’intenzione di mantenere i tassi su un livello basso per un esteso periodo di tempo. Sul decennale la resistenza si colloca in prossimità dell’area 3-3,04%.

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Valute: l’Euro si è apprezzato verso Dollaro e Yen su possibili segnali di attenuazione della recessione globale grazie ai dati macro Usa ed asiatici di questa notte migliori delle attese. Il cross Euro/Dollaro ha superato di slancio la resistenza 1,3090 (adesso nuovo supporto) e per oggi trova i prossimi livelli di resistenza a 1,3220 e 1,33. Verso Yen le resistenze si collocano a 127,55 e 129,30.

Materie prime: lieve calo per il greggio Wti con le quotazioni che continuano comunque a non discostarsi troppo dai 50$/barile. Oggi sono in programma i consueti dati settimanali sulle scorte Usa. Prosegue invece la fase di forti ribassi tra i metalli industriali, tra i più penalizzati dai timori di espansione a livello globale dell’influenza suina. Tra i peggiori il piombo (-5%) ed il nichel (-4%). In calo ovviamente anche i future sui suini (-4%) quotati al Chicago Mercantile Exchange. Da inizio settimana hanno già perso circa il 15%. Tornano le vendite sui preziosi con l’argento che ha perso il 4,3% mentre l’oro l’1,6%. Contrastati gli agricoli con il rialzo di grano (+0,5%) e mais (+0,7%) ed il calo della soia (-1,5%).

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