Europa: dal G20 dettagli sul fondo di emergenza di 440 mld € per i paesi indebitati

7 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Tassi di interesse: lo scorso venerdì i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva, mentre gli spread sui titoli periferici si sono ulteriormente allargati. A condizionare i mercati sono state le dichiarazioni di un portavoce del primo ministro ungherese facenti riferimento alla gravità della situazione economica del paese che non era stata correttamente rappresentata dal governo in carica prima delle recenti elezioni di aprile.

Successivamente, il segretario di stato Varga ha dichiarato che tali commenti risultano esagerati, aggiungendo che ogni paragone con la Grecia non è adeguato. Intanto durante la riunione del G20, secondo alcune fonti, è stato raggiunto un accordo sul funzionamento del veicolo che potrà indebitarsi fino a 440 Mld€ con la garanzia dei paesi membri. L’accordo verrà ora sottoposto all’approvazione dei ministri finanziari nella riunione di oggi.

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Secondo quanto riportato da Reuters, il veicolo punterà al rating AAA e non avrà bisogno dell’approvazione dei singoli parlamenti nazionali ogni volta che dovrà erogare un aiuto. Secondo quanto riportato da Bloomberg, ci sarebbero al vaglio due ipotesi per il funzionamento del veicolo: la prima prevede l’emissione di bond e la seconda la concessione di garanzie sulle emissioni dei singoli paesi. Nella riunione di oggi dell’Ecofin si dovrebbero inoltre approvare nuove regole di bilancio Ue che dovrebbero sanzionare in futuro i paesi con conti pubblici non in ordine.

In Germania, secondo alcune anticipazioni di Der Spiegel, il governo è impegnato a mettere a punto una serie di misure di risanamento dei conti pubblici che dovrebbero includere una riduzione di circa 10.000 posti nel pubblico impiego fino al 2014 ed il congelamento della tredicesima per i dipendenti pubblici nel 2011.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati fortemente su tutte le scadenze (in particolare sul tratto lungo) a causa delle rinnovate tensioni finanziarie scaturite dalle dichiarazioni ungheresi. Lo spread 2-10 anni è calato da 255pb a 247. Forte calo delle borse Usa con l’indice S&P500 che ha perso quasi il 3,5% guidato in particolare dagli industriali, finanziari, materie prime e beni di consumo discrezionali. Oltre le notizie in arrivo dall’Ungheria, i mercati hanno reagito negativamente ai dati del mercato del lavoro Usa. Nel mese di maggio sono stati creati meno posti di lavoro del previsto (+431.000 nuovi occupati nel settore non agricolo di cui 411.000 per il censimento). Si è assistito ad una brusca frenata dei nuovi occupati privati (+41.000 da +218.000 di aprile).

Migliore del previsto il tasso di disoccupazione calato al 9,7% dal 9,9%. Il calo è attribuibile a meri fattori statistici (fuoriuscita di oltre 320.000 persone dalla forza lavoro) e non si tratta di un vero aumento dell’occupazione. Durante il G20 dei ministri finanziari a Busan, in Corea del Sud, è stata fissata a novembre la scadenza entro la quale delineare nuove regole sulla qualità e quantità del capitale delle banche. Inoltre è stabilito al dicembre 2012 il periodo entro il quale applicarle. Non è poi passata la proposta europea ed Usa di applicare una tassa sulle banche a livello globale.

Valute: forte apprezzamento del dollaro verso euro subito dopo le dichiarazioni ungheresi. Il cross è calato venerdì fino a 1,20 e stanotte, durante la sessione asiatica, è temporaneamente sceso sotto 1,19. E’ stato così toccato il minimo dal marzo 2006. Secondo i dati del Cftc, a martedì della scorsa settimana gli speculatori avevano ridotto di poco più del 12% le posizioni che puntano ad un apprezzamento del dollaro vs euro tramite future.

Per oggi l’area di supporto si colloca a 1,18-1,1870 con la resistenza costituita dal vecchio supporto che passa da 1,2150. Resistenza intermedia a 1,20. In questo contesto, complice anche il forte calo della borsa giapponese (ed asiatiche in generale), si è assistito ad un marcato apprezzamento dello yen vs euro. Verso euro il cross è calato fin quasi a sfiorare il supporto collocato a 108, livello più basso da fine 2001. Resistenza di breve a 109,85. Lo yen si è apprezzato anche vs dollaro. Secondo il Cftc gli speculatori la settimana scorsa hanno ridotto di quasi il 50% le posizioni che puntano ad un deprezzamento dello yen vs dollaro.

Materie Prime: forti ribassi all’interno dell’indice GSCI con poche eccezioni quali lo zucchero (+3,8%) ed il gas naturale (+2,3%). Tra i peggiori troviamo il greggio (sia Brent sia Wti) con un calo maggiore del 4%. Particolarmente venduti anche i metalli industriali guidati dallo zinco (-6%). Tra gli agricoli il peggiore è stato il cacao (-4,2%). Segnaliamo il nuovo record dell’oro se valutato in euro: 1023€/oncia circa.

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