Europa: 1 miliardo investito per sfruttare potenzialità grafene

30 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – L’Europa lancia Graphene, un progetto di innovazione tecnologica basata sul grafene, che non ha precedenti nella storia: dieci anni di ricerca e un finanziamento di un miliardo di euro. A guidare l’ambizioso programma c’è anche l’italiano Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche.

“Il futuro tecnologico dell’Europa poggia su un foglio di carbonio spesso un atomo. La Comunità Europea ha lanciato a Bruxelles la Flagship ‘Graphene’, uno dei due progetti scelti tra le iniziative che per i prossimi 10 anni, e con un finanziamento di un miliardo di euro, plasmeranno l’innovazione e il futuro tecnologico del continente hanno dichiarato dal Cnr”.

Obiettivo è sviluppare appieno le potenzialità del grafene e di altri materiali bidimensionali, producendo uno spettro di nuove tecnologie che mirano a rivoluzionare molti settori industriali e generare maggiore sviluppo economico su scala europea. Al Consiglio nazionale delle ricerche spetterà la guida delle attività dedicate ai settori energetico e dei materiali compositi.

Tassi e Congiuntura: in area Euro spread periferici in lieve calo dopo il buon esito dell’asta Bot italiana, che lascia ben sperare per le emissioni a medio e lungo termine di oggi fino a 6,5 Mld€. In lieve calo invece il tasso a due anni tedesco che scende sotto i massimi da marzo 2012 toccati nella sessione di martedì sulla scia dell’andamento negativo delle borse. Il commissario agli Affari Economici e Monetari Rehn ha sottolineato che l’Ue nel caso di un serio peggioramento dell’economia spagnola potrebbe decidere di concedere al paese un’estensione dei tempi per il raggiungimento degli obiettivi fiscali. Oggi 278 (su 523) banche dell’area Euro restituiranno alla Bce 137,2 Mld€ ossia circa il 30% del prestito a tre anni erogato a dicembre 2011.

Secondo quanto riportato ieri da una nota dell’agenzia di rating Fitch, le banche dei paesi periferici saranno meno propense a restituire anticipatamente i fondi alla Bce rispetto alle banche dei paesi core. L’agenzia di rating S&P ha rivisto al rialzo l’outlook dell’Austria a stabile da negativo, lasciando il rating invariato a AA+. La revisione dell’outlook è legata all’attesa di un’economia che continuerà a resistere all’impatto negativo dell’area Euro. Oggi è attesa l’asta in Italia su Btp a medio lungo termine fino a 6,5 Mld€, mentre in Germania è prevista l’emissione di un titolo a 30 anni fino a 2 Mld€.

Negli Usa, giornata all’insegna ancora di un rialzo dei tassi soprattutto sulla parte a lunga della curva con il tasso decennale che ha chiuso sopra il 2%, per la prima volta dall’aprile scorso nonostante il dato negativo relativo alla fiducia dei consumatori. L’indice si è infatti posizionato sui livelli minimi da novembre 2011 penalizzato probabilmente dal rialzo delle tasse per i redditi superiori ai 400.000$ previsto dall’accordo sul fiscal cliff raggiunto a fine anno. Il calo ha interessato sia la parte prospettica sia quella corrente con un peggioramento anche della situazione relativa al mercato del lavoro.

A penalizzare il comparto a lungo della curva ha contribuito molto probabilmente l’andamento debole dell’asta di titoli a 5 anni per 35 Mld$. Nonostante una domanda di circa 3 volte l’offerta, il mercato non ha apprezzato la forte partecipazione da parte degli specialisti (circa 44%) contro una media del 40% circa nelle ultime quattro aste a testimonianza della liquidità che sta poco alla volta spostandosi verso gli asset più rischiosi.

Da segnalare inoltre sul fronte macro il quinto mese consecutivo di rialzo dell’indice S&P/Case-Shiller, salito del 5,5% a/a a novembre, maggiore tasso di crescita da agosto del 2006. Si tratta di un ulteriore dato che conferma la ripresa del settore immobiliare. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sull’esito della prima riunione Fed dell’anno.

Valute: in attesa della riunione Fed di stasera, l’euro è in apprezzamento verso dollaro. Questa mattina la soglia di 1,35 è stata superata per la prima volta dal dicembre 2011, spinto dalla continuazione del calo del totale dell’attivo della Bce arrivato a 2930Mld€, livello minimo da circa un anno. Per oggi la resistenza si colloca presso 1,3550, con un livello più significativo verso area 1,36. Yen in deprezzamento questa notte verso tutte le principali valute grazie al buon andamento della borsa giapponese. Verso euro il cross stamani si colloca in prossimità della resistenza presso il range 123-123,30.

Dollaro/yen compreso tra la resistenza 91,25 ed il supporto 90. Segnaliamo che il won sudcoreano ha interrotto l’apprezzamento vs dollaro di ieri dopo che il vice ministro delle finanze ha dichiarato di prendere la considerazione la tassazione sul trading valutario e bond per tentare di frenare gli afflussi dei capitali speculativi nel paese. Le autorità coreane stanno cercando di far deprezzare la propria valuta per sostenere l’economia.

Materie prime: secondo giorno consecutivo di rialzo per gli indici sulle commodity grazie al rialzo generalizzato delle principali materie prime, tranne alcune eccezioni. Tra queste segnaliamo il gas naturale Usa e lo zucchero grezzo con cali di poco inferiori al 2%. Prosegue il rialzo del petrolio con il Brent oltre i 114$/barile, sui massimi da metà ottobre, grazie al clima di fiducia che si respira sulle borse americane. In rialzo anche i metalli preziosi ed industriali. Segnaliamo la forte domanda d’argento negli Usa: le vendite delle monete American Eagle, coniate dalla zecca Usa a gennaio sono salite al livello record. Andamento misto per gli agricoli. Stamani sembra proseguire il trend positivo delle commodity nei primi scambi di mercato.

Azionario: in area Euro i listini azionari sul finale di seduta hanno ridotto le perdite chiudendo la sessione di ieri poco variati sulla scia del buon andamento di Wall Street. I settori con i maggiori rialzi sono stati risorse di base ed utility, quelli con i cali più elevati bancari e chimici. All’interno del listino italiano si distingue A2A, mentre la peggiore è risultata Saipem. Negli Usa non si arresta il rally dei listini con l’indice S&P500 che ha chiuso sopra la soglia dei 1500 punti per il terzo giorno consecutivo e nuovo record da 5 anni anche per l’indice Dow Jones malgrado il forte calo della fiducia dei consumatori di gennaio.

L’effetto annuncio di utili consuntivi o stimati migliori delle attese tende a prevalere su alcuni dati macro in senso opposto. All’interno dell’indice Dow Jones il miglior titolo è risultato quello della farmaceutica Pfizer (+3,2%), dopo l’annuncio di previsioni di utile per l’intero anno superiori alle attese degli analisti. In forte calo invece Ford (-4,6%) in seguito ai dati 2012 su cui hanno pesato le perdite per 1,7Mld$ sulle attività europee.

A mercati chiusi la trimestrale di Amazon è stata accolta con gran favore con un rialzo di oltre il 10%, grazie al buon andamento delle vendite e dei margini. Con riferimento agli emergenti, dopo 4 sessioni consecutive in calo è rimbalzato l’indice MSCI EM dai minimi da 2 mesi. In rialzo la Turchia di oltre l’1%, bene anche il Brasile (+0,6%). In calo dello 0,8% la Russia dopo il rallentamento della crescita russa nel quarto trimestre. Questa mattina sono positive la maggior parte delle borse asiatiche. L’indice Nikkei225 ha chiuso sopra quota 11.000 punti per la prima volta dall’aprile 2010.

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