Eurogruppo: caso Italia divide i ministri delle Finanze

5 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Oggi la riunione dei ministri delle finanze della zona euro a Bruxelles che avrà fra i temi rilevanti anche il bilancio italiano in attesa della risposta del governo giallo-verde alla lettera di bocciatura della Commissione.

La deadline entro cui Roma deve rispondere alla lettera è il prossimo 13 novembre, e nonostante ripetuti avvertimenti, il premier Giuseppe Conte ha dichiarato che non esiste un “Piano B” per il programma fiscale, indicando che il governo non ha intenzione di soddisfare le richieste dell’UE.

Non credo che saremo sanzionati dalla Commissione europea sulla manovra. La procedura sarà avviata, ma ci sarà una fase di dialogo (…) E’ possibile ridurre ampiamente il debito pubblico con una manovra espansiva (..) Ritengo che nei prossimi dieci anni l’Europa andrà nella direzione di Trump (…) L’economia americana sta crescendo del 4% grazie alle politiche espansive di Trump che tutti ritengono sbagliate: aumento del deficit, taglio delle tasse e investimenti in infrastrutture

Così il vicepremier Luigi Di Maio in un’intervista al Financial Times. Nel loro incontro di oggi, i responsabili delle finanze probabilmente sosterranno la posizione della Commissione nei confronti dell’Italia che potrebbe rischiare sanzioni economiche.

Tuttavia, ricorda Blooomberg, le sanzioni finanziarie proposte dalla Commissione devono essere approvate dagli stati membri, che possono bloccare tutto il processo.  Secondo le regole dell’UE, nessun paese dovrebbe avere un deficit di bilancio superiore al 3% del prodotto interno lordo o debito superiore al 60% della produzione e quelli che non rientrano in tali limiti devono fissare obiettivi annuali per mostrare che si stanno muovendo nella giusta direzione. Il deficit dell’Italia è ben al di sotto del limite del 3%,  ma la Commissione ha chiesto divari minori per il Paese al fine di  ridurre il carico del debito. Fondamentalmente, il cosiddetto deficit strutturale, una misura chiave per la commissione, che elimina gli effetti del ciclo economico e delle voci di spesa una tantum, è anche molto diverso. I progetti dell’Italia peggioreranno di 0,8 punti percentuali del PIL mentre la Commissione ha richiesto un miglioramento di 0,6 punti percentuali.